Una volta che evadi il fisco…non si torna più indietro. Un’indagine svela che a molti italiani il “vizio” di evadere non dispiace…
L’Italia si trova attualmente di fronte a un’emergenza fiscale di proporzioni allarmanti. I dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione parlano chiaro: il magazzino della riscossione è in continua espansione e, nella sua composizione, risalta un triste primato. Oltre il 60% dei contribuenti con debiti nei confronti del Fisco è recidivo, con cartelle non pagate da oltre dieci anni. Questo scenario, che coinvolge circa 22,3 milioni di contribuenti e si traduce in un carico contabile residuo che sfiora i 1.280 miliardi di euro, non è solo un problema di bilancio, ma una vera e propria crisi sociale che merita un’analisi approfondita.

Le recenti audizioni al Senato, condotte da Vincenzo Carbone, direttore dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, hanno messo in evidenza quanto sia critica la situazione. Solo nel mese di gennaio 2025, il valore dei debiti da riscuotere è aumentato di quasi sette miliardi di euro, portando il totale a 1.279,8 miliardi. Questo trend è preoccupante, considerando che il 40% di tale importo è considerato di “difficile recuperabilità”. La questione non è solo numerica; è un riflesso di una società in cui la cultura del pagamento delle tasse sembra essere in declino.
Particolarmente rilevante è il settore della mobilità, che contribuisce in modo significativo all’aumento di queste cartelle. Secondo un’analisi de Il Sole 24 Ore, si registrano circa 10,8 milioni di cartelle all’anno riguardanti multe e bolli auto non pagati, per un totale di 4,4 miliardi di euro. Di questi, 6,8 milioni di cartelle riguardano i bolli, il cui valore medio annuale è di 1,75 miliardi di euro. Questi numeri evidenziano una realtà inquietante: la difficoltà di riscuotere tributi che, seppur di minore importo rispetto ad altre tasse, pesano in modo significativo sulle finanze comunali e sui contribuenti.
Disparità nella riscossione tra Nord e Sud
Un altro aspetto critico della questione è rappresentato dal gap nella capacità di riscossione tra le diverse aree del Paese. Secondo la Corte dei Conti, la capacità di incasso da parte dei Comuni varia notevolmente tra Nord e Sud. Mentre i Comuni del Nord-Est raggiungono percentuali di incasso per le spese correnti vicine al 73%, nel Sud tali percentuali scendono sotto il 50%. Questo divario non solo mette in luce le disparità economiche del Paese, ma solleva interrogativi sulle politiche fiscali locali e sull’efficacia della gestione dei tributi.
Il fatto che per chi evade questo tipo di tassa siano previste multe e, nei casi più estremi di recidiva, anche un pignoramento o addirittura il sequestro del veicolo con tanto di ganasce fiscali, non sembra aver preoccupato più di tanto gli italiani che insistono su questa linea, almeno secondo i dati.

L’emergenza fiscale in Italia è dunque un problema complesso, che richiede un’analisi seria e approfondita. È necessario interrogarsi sulle responsabilità politiche e sociali, sulle conseguenze delle scelte fatte in passato e sulle prospettive future per un sistema fiscale che sembra sempre più in crisi. La battaglia contro l’evasione fiscale è una sfida che coinvolge tutti: istituzioni, cittadini e imprese, e la sua soluzione richiede sforzi concertati e una rinnovata cultura del pagamento.