Presa di posizione netta da parte della federazione contro le scuderie di Formula 1, l’ingegnere a muso duro: i dettagli.
E’ bastata una sola gara di Formula 1 per scatenare il caos all’interno del paddock. Al centro dell’attenzione l’ala posteriore della McLaren, vincitrice a Melbourne nel primo appuntamento stagionale, e i relativi flap flessibili emersi nel corso del Gran Premio australiano.

Una vicenda che, a dir la verità, prosegue direttamente dalla stagione scorsa, quando la FIA fu costretta ad intervenire per vietare i cosiddetti mini-drs. In Australia, però, il problema è riemerso in modo piuttosto veemente, tanto da mettere la FIA con le spalle al muro e costringerla nuovamente a prendere una posizione netta in merito alla questione che negli ultimi giorni stava sollevando un vero e proprio polverone.
“Quando si parla di flessibilità delle ali c’è sempre un po’ un discorso di presa in giro. I team sanno bene che devono fare delle ali molto rigide e per quest’anno abbiamo deciso di essere più restrittivi per l’ala anteriore, con alcune modifiche che arriveranno per il GP Spagna, e adesso anche per l’ala posteriore”, ha commentato Nikolas Tombazis.
FIA a muro duro, bacchettate le scuderie: la situazione
L’ex direttore tecnico della Ferrari, ingegnere FIA dal 2018 ha parlato ai microfoni di Sky. Il greco ha analizzando la situazione senza nascondere un certo disappunto nei confronti del comportamento di alcuni team.

“È stato abbastanza chiaro fin da subito che le misure prese per quest’anno sull’alettone posteriore erano un pochino insufficienti. Quindi in questo modo, giusto per evitare di doverne discutere per tante gare, abbiamo deciso di essere incisivi e abbiamo fatto questo cambiamento già a partire da questo weekend. La vicenda è partita a Baku ed effettivamente stiamo parlando del mini-Drs, e cioè del rapporto fra il profilo principale dell’ala posteriore e il flap che cambia ad alta velocità. Se il profilo secondario si apre allora si riduce la resistenza all’avanzamento, che poi è il motivo per cui alcuni team lo facevano. Abbiamo installato delle telecamere sulle macchine e abbiamo visto alcuni fenomeni che non ci piacevano. Ed è per questo abbiamo preso queste contromisure”, ha concluso l’ingegnere greco.
Attenzione alle prossime settimane, perchè la FIA potrebbe inasprire le pene qualora si dovessero verificare ancora episodi simili.