MotorSport

Nascar, Elliott chiede sicurezza: “Troppi incidenti, troppe imprudenze”

La vittoria di Talladega caratterizzata da un rush finale impressionante, riapre il dibattito sull’aspetto sicurezza che in Nascar è particolarmente vivo dopo le ultime gare

É vero che Talladega ha rappresentato uno dei momenti in assoluto più divertenti e vivaci di tutta la stagione Nascar con tre gare, Truck, Xfinity e Nascar Cup Series, mai così combattute e incerte.

La macchina di Chase Elliott in fiamme a bordo pista (AP LaPresse)

Tre vittorie decise nell’ultimo giro e per pochissimi centesimi di secondo. Ma nel paddock quasi tutti i piloti sono tornati a chiedere con ancora maggiore intensità regole più chiare e protocolli più intransigenti sotto l’aspetto della sicurezza dei piloti.

Nascar, tre piloti in ospedale

Le ultime settimane sono state davvero disastrose tra auto che hanno preso fuoco, un problema che sembra essere diventato uno dei veri talloni d’Achille delle vetture NextGen. Ma soprattutto incidenti che hanno messo fuori causa importanti protagonisti. Piloti del calibro di Kurt Busch, ancora lontano dalle piste dopo un grave trauma cranico. Alex Bowman, costretto a saltare anche il prossimo appuntamento in Texas a causa di una commozione cerebrale. Piuttosto che Cody Ware, azzoppato da un incidente dell’ultimo giro a Talladega e costretto a saltare il prossimo appuntamento al Roval di Charlotte.

“Servono nuove condizioni di sicurezza”

Uno dei tanti incidenti della stagione, qui Elliot e Martin Truex Jr (AP LaPresse)

Al termine di una lunga riunione a parlare per tutti i piloti è stato proprio il veterano Chase Elliott“Certe cose non capitano casualmente – ha detto il vincitore di Talladegae non possiamo semplicemente subire le conseguenze di quanto accade, rallegrandoci che dal 2001 non ci scappi il morto. Noi piloti, per quanto competitivi siamo più intelligenti di così. Abbiamo creato un’industria di successo ma dobbiamo difenderla da noi stessi e da una competizione che rischia di portarci al punto di non ritorno”.

Chase Elliott usa parole molto forti, riferendosi al drammatico incidente di Dale Earnhardt Sr., l’ultimo schianto mortale in Nascar nella Daytona 500 del 2001.

Con tre piloti costretti in ospedale e numerosi incidenti dettati da troppa frenesia Elliott sostiene che sia il caso di fermarsi. E riflettere: “Non possiamo dire che siamo bravi, o fortunati, perché la sicurezza che abbiamo conquistato garantisce tre feriti e non un morto. Dobbiamo impegnarsi per fare le scelte giuste e migliorare le condizioni di guida e di gara. Nessuno di noi è immune da questo genere di incidenti. Chiedo a tutti i miei colleghi di fare squadra”.

Nel frattempo la Nascar ha fissato una serie di crash test per la prossima settimana in Ohio alla presenza di alcuni piloti per verificare resistenza e solidità dei modelli. Tra gli osservatori oltre a Elliott anche altri veterani come Denny Hamlin e Kevin Harvick: “É da due anni che chiediamo di essere ascoltati. Tre di noi hanno rischiato grosso. Ora non chiediamo più. Lo pretendiamo…” ha twittato Harvick.

Stefano Benzi

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