Scott McLaughlin, una vittoria che lo tiene in corsa (AP LaPresse)
É presto per decretare la fine del campionato Indycar quando alla fine della stagione manca una sola gara, decisiva ma il secondo posto di Will Power a Portland vale oro
Una straordinaria cavalcata trionfale, dalla pole position alla bandiera a scacchi. E Scott McLaughlin conquista così la sua terza vittoria stagionale la nona in sedici gare per il Team Penske.
McLaughlin, alla sua seconda stagione di gare IndyCar, ha condotto per 104 dei 110 giri previsti intorno alle due miglia del circuito di intorno Portland, confermando le vittorie di St. Petersburgh e Mid-Ohio.
Una vittoria importantissima per McLaughlin, al suo secondo podio consecutivo, primo davanti al compagno di squadra Will Power che si conferma al vertice della classifica aumentando ancora il suo vantaggio sugli inseguitori. Ma tutto può ancora accadere: anche per McLaughlin che nonostante i 41 punti di distacco ha ancora almeno una possibilità di vincere il titolo.
In attesa della gara decisiva, in programma a Laguna Seca – Monterey – domenica prossima, ci sono cinque piloti ancora aritmeticamente in grado di puntare al titolo. McLaughlin è il quinto. Sopra di lui Marcus Ericsson (39 punti di sotto di Power), Scott Dixon e Josef Newgarden, appaiati 20 punti al di sotto di Power, leader della classifica provvisoria e protagonista di una gara eccellente che gli vale il secondo posto.
La gara di Portland cancella ogni possibilità di vittoria finale per il campione in carica Alex Palou ma anche per Pato O’Ward che ha trascinato la Arrow McLaren SP-Chevrolet fino a un quarto posto eccellente ma non sufficiente dopo un incidente che aveva parzialmente danneggiato la sua auto.
Palou, solo 12esimo, è sceso dalla sua auto visibilmente deluso. Ma in una stagione senza vittorie lo spagnolo non è riuscito a replicare lo straordinario campionato del 2021.
Tutto rinviato a Laguna Seca, ultimo atto della stagione Indycar. L’australiano Will Power, 41 anni, nonostante una sola vittoria a Detroit, e dunque meno vincente rispetto ad avversari che gli stanno alle spalle in classifica, è a un passo dal suo secondo titolo in carriera dopo quello del 2014, sempre con la Penske.
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