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In Auto può essere davvero fastidioso e in estate è un guaio: non ignorate il problema

In Auto è un problema che può verificarsi in qualsiasi momento e che, certamente, dà fastidio. Ma per fortuna esistono alcuni rimedi.

(Foto di Karolina Grabowska da Pixabay)

Le abitudini di ciascun automobilista variano con il cambiare delle stagioni. D’inverno si utilizzano tutti gli strumenti in nostro possesso per alzare la temperatura dell’abitacolo. Finestrini chiusi e riscaldamento acceso senz’altro tra quelli più utilizzati.

D’estate, invece, si tende a cercare quanto più refrigerio possibile per combattere il caldo aprendo i finestrini se necessario oppure attivando il climatizzatore dell’Auto. Ma non tutti sanno che per farlo funzionare regolarmente, esso va controllato spesso, sottoponendolo alle verifiche opportune per non rischiare di trovarci senza nel bel mezzo della bella stagione.

Climatizzatore Auto, come funziona

Se non si hanno competenze tecniche, è difficile comprendere nel dettaglio come avviene il funzionamento di un climatizzatore. Perciò, proviamo a spiegarlo con parole più semplici possibile.

Innanzitutto, è un sistema composto da varie parti: un condensatore, una valvola di espansione, un evaporatore, un compressore, un filtro e una centralina elettronica di gestione.

(Foto di Mikes-Photography da Pixabay)

Il compressore comprime il gas che diventa liquido. Una volta raggiunto il condensatore, lo stesso liquido cede calore e si raffredda, per poi diventare nuovamente gas grazie alla valvola di espansione, mentre l’ultima fase di raffreddamento avviene nell’evaporatore.

Tra la presa di aspirazione dell’aria esterna e l’evaporatore si trova poi il filtro antipolline che cattura polvere, detriti e quant’altro impedendogli di entrare all’interno dell’Auto, nonché di intasare l’intero sistema.

Il sistema è un circuito chiuso e il che significa che ogni fase è ripetuta finché non spegniamo il climatizzatore. Peraltro, lo stesso climatizzatore funziona anche da deumidificatore, dato che l’umidità dell’aria viene drenata da uno scarico specifico.

Questo, quindi, il funzionamento di un climatizzatore che, però, così come ogni altra parte dell’Auto, può avere i suoi problemi, causando non pochi fastidi mentre guidiamo.

Tra questi, il principale è legato alla stessa umidità. Se lo scarico da cui dovrebbe fuoriuscire è quasi o del tutto ostruito, l’acqua rimane all’interno del sistema di condizionamento bagnando i tappetini o causando cattivi odori.

Inoltre, la puzza può essere provocata anche da un malfunzionamento di una parte o dell’intero sistema che non consente il regolare scambio termico favorendo l’accumulo di umidità.

Questi stessi cattivi odori sono provocati da agenti come muffe o microorganismi formatisi nel ristagno d’acqua. Di sicuro non è una cosa piacevole in cui imbatterci, ma per fortuna esistono alcuni rimedi pratici per eliminarli quanto prima.

Puzza nell’abitacolo: come eliminarla

Fermo restando che se ci imbattiamo in questo tipo di problemi è sempre meglio portare il proprio veicolo dal meccanico per risolverlo, esistono alcuni metodi, per così dire, fai-da-te che potrebbero fare al caso nostro.

(Ansa Foto)

Quello più immediato ed economico, che però non risolve il problema alla radice, è senz’altro quello di profumare l’abitacolo con bombolette spray. O semplicemente favorire il ricircolo dell’aria, anche ad Auto spenta lasciando i finestrini aperti se possibile, in modo tale da far asciugare l’acqua.

Esiste poi una schiuma da spruzzare nei condotti di aerazione, anche se, come il precedente metodo, non rappresenta la soluzione definitiva. Inoltre, bisogna sempre stare attenti a non applicarlo sulle parti elettriche per non danneggiarle.

Uno dei metodi più efficaci è invece quello di utilizzare il trattamento all’ozono che elimina muffe, batteri e quant’altro.

In alternativa, si potrebbe procedere con la pulizia dell’evaporatore, dove si deposita la maggior parte delle impurità. Così come sarebbe utile sostituire il filtro antipolline.

Importante, in determinati casi, è anche ricaricare il gas esaurito da un’officina.

Francesco De Vincenzo

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