L’alfiere Aprilia Aleix Espargarò ricorda i momenti difficili della sua carriera. Ma oggi è in corsa per il suo primo titolo mondiale.
Aleix Espargarò sta vivendo l’apice della sua carriera all’età di 32 anni. Una vittoria e quattro podi nelle prime nove gare della stagione 2022, un quinto podio sfumato per un errore di “distrazione” nel GP di Catalunya. Secondo posto in classifica a 22 punti dal leader del Mondiale e campione in carica Fabio Quartararo, con la possibilità di poter ambire per la prima volta ad un titolo iridato.
Ma la carriera del pilota di Granollers non è sempre stata tutta rose e fiori, ha trascorso periodi difficili, era quasi sul punto di abbandonare la MotoGP qualche anno fa, quando i risultati in sella alla Aprilia RS-GP tardavano ad arrivare e nel box si vivevano momenti di tensione e frustrazione. Oppure quando nel 2009 rischiò di restare fuori dai giochi poiché il suo team Lotus Aprilia, che militava nella 250cc, decisi di ritirarsi dal Motomondiale.
A quel punto intervenne suo fratello minore Pol Espargarò, proponendogli di affiancarlo ai box, offrendogli uno stipendio, pur di non lasciarlo a casa. “Mi disse ‘Ti do uno stipendio, vieni con me in pista, aiutami con quello che mi serve’. Ha evitato che rimanessi senza fare niente“. Poi il destino è stato clemente, per Aleix è arrivata una proposta dal team Pramac che doveva sostituire Mika Kallio in sella alla Ducati Desmosedici. Fino a guadagnarsi un posto nella squadra satellite per la stagione successiva.
I primi veri risultati sono arrivati negli ultimi anni, “ho trovato stabilità solo a 26-27 anni”, ha raccontato Aleix Espargarò a Dazn. “Negli ultimi 4-5 anni penso di aver fatto un buon lavoro, ma non prima. Ci sono stati molti dossi sulla mia strada“. Un po’ dettati da scelte errate, un po’ dalla sfortuna. Ma adesso è arrivato il momento del riscatto, la corsa al titolo non è più un obiettivo impossibile: “Siamo in prima fila, lottiamo per il Mondiale, sono molto felice e orgoglioso“.
Non solo è il pilota di punta del marchio Aprilia, ma un vero e proprio “Capitano”, come lo ha definito l’a.d. Massimo Rivola. Del resto guida la RS-GP da sei stagioni, conosce ogni risvolto di questo prototipo e riesce a portarla al limite in ogni occasione: “Non credo lo abbia detto solo perché sono l’unico pilota del marchio ad aver ottenuto risultati. Ma ho sempre creduto in questo progetto e ho sempre difeso Aprilia. Quando hanno voluto ingaggiare giovani piloti, senza fare nomi, sono andato a tanti incontri per cercare di convincerli. Aprilia è un progetto che sento mio“.
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