Marc Marquez (foto Ansa)
Nel venerdì di Jerez Marc Marquez risponde alle critiche che gli sono state rivolte dal rivale Aleix Espargarò.
Marc Marquez ha avuto un venerdì molto difficile a Jerez, pur riuscendo a risalire in classifica al sabato. Ma la sua Honda RC213V lo costringe ancora ad inseguire gli altri, manca di feeling con l’avantreno e chiede al suo team di seguire una certa direzione nello sviluppo della moto. Alla fine delle prove libere però a fare notizia sono certe dichiarazioni più che le prestazioni.
Nel debriefing del tardo pomeriggio con i media deve rispondere alle accuse che gli sono state rivolte da Aleix Espargarò. Secondo il pilota Aprilia Marc avrebbe lo avrebbe atteso per quasi un minuto al fine di seguirne la scia e ha invocato un intervento della Direzione di Gara. L’alfiere di Granollers non è nuovo a questo tipo di invettive e nelle settimane scorse ha rivolto la medesima accusa anche ad Alex Marquez. Ma stavolta certe dichiarazioni fanno eco in quanto rivolte ad un otto volte campione del mondo…
Nell’incontro con i giornalisti Marc Marquez commenta prima le due cadute riportate nelle prove libere: “Nel pomeriggio ho provato altre cose e, purtroppo, sono caduto con la moto con cui mi sentivo meglio e non ho potuto proseguire“, ha commentato il fuoriclasse di Cervera. Vederlo cadere due volte in un giro ha scosso i fan e gli addetti ai lavori… “Non mi era mai successo, anche se in verità solo la prima è stata una vera caduta. La seconda è stata per via della pista, non me l’aspettavo“.
Ma il suo discorso poi è rivolto alle critiche di Aleix Espargarò: “Non voglio dargli troppa risonanza. È la natura del motociclismo. Lui si lamenta di tutto”, ha detto Marc Marquez facendo riferimento al rivale. “Non so davvero perché questa volta si sia lamentato. Andavo piano, non volevo nemmeno cercare la scia perché non avevo la velocità, né con quella moto potevo migliorare molto il mio crono. Infatti sono rimasto 19°. Lui ha mosso le mani e io non gli ho dato nessuna importanza“.
E infine ricorda quando era al comando del Mondiale e dietro di lui c’erano tanti piloti che lo seguivano per la scia: “Quando ero in testa erano gli altri a cercare la mia scia e non mi lamentavo. Ero orgoglioso perché significa che ero veloce… Questo è il motociclismo, è successo e accadrà sempre“.
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