Formula 1

Kvyat e l’esclusione degli atleti russi: il pilota si sfoga

Kvyat dice la sua opinione sul fatto che gli atleti russi vengano esclusi dalle competizioni a causa della guerra in Ucraina.

L’attacco della Russia all’Ucraina ha comportato conseguenze anche in ambito sportivo. L’azione militare voluta dal governo di Mosca sta avendo ripercussioni su eventi e altleti.

Daniel Kvyat (Ansa Foto)

Basti pensare che in Formula 1 il Gran Premio di Russia in programma a Sochi è stato cancellato e che la finale della Champions League di calcio non si disputerà più a San Pietroburgo, bensì a Parigi. Giusto per citare due casi.

Il CIO, il Comitato Olimpico Internazionale, ha anche raccomandato alle federazioni di non far partecipare atleti russi e bielorussi alle competizioni sportive internazionali e, laddove non fosse possibile, le ha esortate almeno a garantire che nessuno di loro ne prenda parte sotto il nome della Russia e della Bielorussia.

Daniil Kvyat si sfoga: ingiusto fermare gli sportivi della Russia

Daniel Kvyat (Ansa Foto)

In F1 la FIA si è trovata a decidere cosa fare con Nikita Mazepin, pilota russo del team Haas, e con altri che corrono nei vari campionati che si svolgono sotto la sua egida. È stato stabilito che potranno correre solo in qualità di “neutrali” e sotto la bandiera della FIA stessa. Via dalle divise e della macchine simboli e colori che facciano richiamo alla Russia e alla Bielorussia.

La Uralkali, società russa che è main sponsor e finanziatore della scuderia Haas, non potrà essere più presente in Formula 1. Alle macchine di Mazepin e Mick Schumacher già nel test a Barcellona erano stati tolti gli adesivi che facevano riferimento al partner e alla Russia.

Daniil Kvyat, che in F1 ci ha corso con Toro Rosso e Red Bull, ritiene scorretto ostacolare gli atleti russi per una vicenda sicuramente grave ma che non li riguarda direttamente perché non ne sono responsabili: “Vorrei rivolgermi a tutte le federazioni sportive del mondo, compreso il CIO, sul fatto che lo sport dovrebbe rimanere fuori dalla politica. Non permettere agli atleti e alle squadre russe di partecipare alle competizioni è ingiusto e va contro ciò che lo sport insegna per principio: unità e pace. Chi, se non gli atleti, può fungere da collante tra le nazioni nei prossimi tempi?”.

Kvyat, che nel 2022 sarebbe impegnato nel WEC, auspica che la pace arrivi al più presto e che non si vada avanti con la guerra in corso: “Spero davvero in una soluzione pacifica della situazione in Ucraina, che tutti possano vivere in pace e che le parti trovino una soluzione. Fa orrore vedere due nazioni fraterne impegnate in questo conflitto. Non voglio che azioni militari condizionino il futuro dell’umanità”.

Matteo Bellan

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