Marc Marquez (Foto LaPresse)
Marc Marquez pronto per una stagione di “rinascita” dopo due anni di infortuni. Nuovo campionato, nuova moto e nuova vita.
Nei giorni scorsi Marc Marquez e Pol Espargarò hanno fatto visita al laboratorio Repsol di Madrid dove si lavora per realizzare carburanti sintetici che sostituiranno la benzina versata oggi nei serbatoi. Un evento arrivato ad una settimana dall’inizio della nuova stagione MotoGP, quando a Losail si riaccenderanno i motori e si cominceranno a prendere punti importanti per la classifica.
Il fenomeno di Cervera ci arriva dopo cinque giorni di test invernali e due mesi di quasi non-allenamento a causa della diplopia. Doha sarà un primo banco di prova importante per capire fino a che punto il braccio e la spalla destri gli permetteranno di spingere. “Non posso iniziare da favorito, non sarebbe realistico“, ammette Marc Marquez. “Il mio obiettivo però resta lottare per il titolo“.
Sarà difficile mettersi alle spalle quanto accaduto, a più riprese ha sostenuto che il suo approccio alle gare dovrà necessariamente cambiare. Fermo restando l’obiettivo finale dell’assalto al Mondiale. Non solo rebus fisico, ma in pista ci sarà una nuova Honda RC213V che richiede un certo adattamento per spremerla al massimo. HRC ha apportato modifiche sostanziali come non mai rispetto agli ultimi anni, al fine di rendere la moto più guidabile per tutti. L’assenza del campione ha pesato all’interno del box e dei vertici aziendali. Un prototipo “diverso da quello a cui ero abituato” e che deve essere “riadattato rapidamente“.
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Negli anni scorsi ha sempre colmato ogni lacuna tecnica con il suo talento, si presume possa fare lo stesso anche stavolta. Condizioni fisiche permettendo: “Non so se sono al 100%, ma non credo sia necessario esserlo per lottare per il titolo“, ha aggiunto l’otto volte iridato. “Ho cominciato ad allenarmi tardi, ma credo di essere pronto per il Qatar“.
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Per il campione si prevede anche un cambio di vita e mentalità dopo il trasferimento a Madrid per seguire visite mediche e fisioterapia necessarie per riportare l’omero ad uno stato ottimale. “Dopo tanti anni volevo anche un cambio di scenario“, ha detto il 29enne spagnolo che proseguirà con la stessa passione di sempre: “Il giorno in cui smetterò di essere motivato appenderò il casco al chiodo“.
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