Lewis Hamilton e Max Verstappen (Foto Getty Images)
Hakkinen fa un’osservazione sul comportamento in pista di Hamilton e Verstappen.
Da tanto tempo in Formula 1 non si vedeva un duello così accesso come quello avvenuto tra Max Verstappen e Lewis Hamilton nel 2021. Si è andati anche oltre lo sport in certi casi, con Red Bull e Mercedes coinvolte in prima linea nella guerra.
Il fatto che il campionato sia rimasto aperto fino all’ultima gara, con i due piloti a pari merito in classifica, è stato sicuramente qualcosa di molto interessante per lo spettacolo. Tuttavia, i comportamenti discutibili e le tensioni sono state in quantità eccesiva nel corso della stagione.
E strascichi è possibile averne anche nel 2022, perché i fatti di Abu Dhabi sono ancora vivi nella memoria di Hamilton e Mercedes. Chiaramente si spera che competizione sia pulita e avvenga sempre nel rispetto, anche se qualche episodio teso fa parte delle corse. L’importante è non andare oltre determinati limiti.
Mika Hakkinen ai microfoni di Press Association ha espresso il suo giudizio sulla condotta di gara di Verstappen e Hamilton, paragonandola alla sua: “Il mio stile di guida era differente da quello dei piloti di oggi, inevitabilmente anche a causa dell’incidente che ho avuto e del tanto tempo trascorso in ospedale. Max e Lewis hanno quel pizzico di inconsapevolezza che li porta a non temere il rischio”.
Il due volte campione del mondo di Formula 1 ha menzionato un incidente grave che ha avuto in carriera e che lo ha condizionato. Si tratta di quello del 1995 ad Adelaide, quando andò a sbattere violentemente contro le barriere e finì in coma. Per fortuna è riuscito a guarire e anche a tornare a gareggiare, vincendo due titoli con la McLaren.
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Sicuramente un fattore che influisce oggi è anche la maggiore sicurezza delle monoposto odierne, che fa essere più sicuri i piloti quando guidano. Una volta, probabilmente, c’era più timore di poter sbagliare e di andare incontro a conseguenze negative. Hakkinen aggiunge questo aspetto e anche un altro: “Anche i circuiti sono progettati affinché si possano prendere determinati rischi. Max e Lewis si fidano molto delle macchine e delle piste, prendendosi rischi pesanti”.
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Il finlandese è consapevole che la F1 è cambiata e ciò porta anche i piloti ad avere approcci diversi dal passato. Forse anche lui oggi guiderebbe in maniera differente, anche se è chiaro che avere alle spalle un brutto incidente possa in parte frenare. Nel suo caso non troppo, dato che dopo Adelaide 1995 ha vinto due mondiali (1998 e 1999).
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