Ayrton Senna (Ansa foto)
Ayrton Senna è stata una leggenda della Formula 1. Il pilota brasiliano, nel corso della sua carriera, ha avuto due soprannomi
Ayrton Senna è uno dei piloti che sono entrati di diritto nella leggenda della Formula 1. Tre volte Campione del mondo con la McLaren nel 1988, 1990 e 1991, per molti “il pilota“, è considerato tra i più grandi di tutti i tempi. La tragica scomparsa avvenne in pista, nel GP di Imola, dopo un terribile incidente al via, alla curva Tamburello.
Il brasiliano, però, non è mai stato dimenticato, anzi. Con Prost ha dato vita ad un dualismo unico, leggendario per quanto riguarda la Formula 1, che ha solo acuito ed ingigantito l’immagine del pilota brasiliano. Alla guida era davvero completo. La gestione della gomme e la messa a punto dell’auto – quando la monoposto non era infarcita di elettronica come oggi – erano i suoi punti forte.
In pista, invece, non aveva di fatto punti deboli. Abilissimo sul bagnato, in qualifica era velocissimo, tanto da avere per 17 anni – dal 1989 al 2006 – il record di pole position, ben 65. Le vittorie nei Gran Premi ammontano a 41, al quinto posto nella classifica dei successi di tutti i tempi, mentre uno studio redatto dalla Formula 1 con la AWS ha indicato come il brasiliano sia stato il pilota più veloce di sempre nella storia di questo sport.
Senna, peraltro, era ed è stato molto apprezzato dai colleghi che hanno vissuto il paddock con lui e di chi ha intrapreso questa carriera provando a seguire le sue orme. In un sondaggio a cui hanno preso parte 217 piloti, infatti, è stato votato come il pilota più grande di tutti i tempi.
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Numeri davvero eloquenti che evidenziano come Senna sia di fatto immortale. Nel corso della sua carriera in Formula 1, il pilota – come riporta la Gazzetta dello Sport – ha avuto due grandi soprannomi. Il primo è “Beco“, nomignolo dato al ragazzo dai due genitori, la madre Neyde ed il padre Milton, quest’ultimo scomparso lo scorso mese di ottobre alla veneranda età di 94 anni.
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Il motivo? Semplice; era piuttosto goffo da piccolino, all’età di 4 anni, abbastanza da meritarsi tale appellativo. Il piccolo è però cresciuto e diventato nel frattempo talentuoso, fenomenale addirittura. Ed i suoi numeri non hanno fatto altro che trasformarlo in “Magic“, soprattutto per quanto mostrato in pista, con le sue manovre che hanno fatto innamorare gli appassionati di questo sport.
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