La Toyota di Nasser Al-Attiyah, tre vittorie in carriera alla Dakar (Getty Images)
La Dakar 2022, la terza edizione nel deserto saudita, si annuncia come una delle più dure e difficili di sempre, confermata la temutissima Marathon Race
Il format sostanzialmente non cambia, confermando quelli che sono i punti di forza di una delle gare più amate dal pubblico, ma anche da piloti ed equipaggi.
In compenso ci sono moltissimi elementi di novità nella Dakar 2022 che torna a pieno regime dopo l’edizione dello scorso anno, che ha visto ridimensionato il numero di piloti e team partecipanti a causa delle conseguenze della pandemia.
La partenza della Dakar è confermata per il giorno di Capodanno. Un cronoprologo di 19 km in programma sabato primo gennaio. Poi dodici giorni di gare, più uno di riposo esattamente a metà calendario per arrivare al traguardo il 14 gennaio. Il tracciato prevede 8375 km di pista, dei quali 4258 di prove speciali cronometrate. Si parte da Jeddah, che in questi giorni ospita l’attesissimo gran premio di Formula 1. Dopo sei giorni di deserto, si arriva a Ryadh, sede dell’unica giornata di riposo. Poi altri sei giorni massacranti, di gran lunga più dura la seconda settimana di piste, per rientrare a Jeddah.
Tra gli elementi distintivi della Dakar 2022 la riconferma della durissima Marathon Race, una prova speciale lunghissima nel corso della quale i piloti dovranno affrontare il deserto come nella più dura tradizione della Dakar anni ’80, e dunque senza alcuna assistenza. La tappa più lunga sarà la quarta, 465 km, ma la più dura sembra essere l’11esima che con ogni probabilità andrà a decidere gli equilibri decisivi della classifica generale.
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“Sono soddisfatto – dice David Castera, il direttore di corsa della Dakar che ha disegnato e presentato il tracciato – si tratta di una gara dura, ma con elementi di equilibrio. Abbiamo voluto ridare alla Dakar e ai suoi protagonisti il senso dell’avventura e dell’imprevisto portando i team fuori dalla comfort zone dell’elettronica. Ma tenendo sempre come primo obiettivo la sicurezza”.
Una novità riguarda il rientro dei piloti vittime di incidenti o danni meccanici. Un po’ come accade nel WRC: non più in grado di puntare alla vittoria generale, ma magari a una vittoria di tappa. Un modo come un altro per consentire a quanti più mezzi possibili di arrivare al gran finale di Jeddah.
Il video di presentazione del tracciato della nuova Dakar
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