Takuma Sato, sua la media migliore sui quattro giri nelle prove di Indianapolis (Getty Images)
Da una parte le auto più veloci nel calcolo delle velocità di punta, dall’altra quelle più performanti con la media più costant, Indianapolis prepara le qualificazioni
Si chiama Fast Friday ed è uno dei momenti più interessati del percorso che porta alla 500 Miglia di Indianapolis. Tutte le auto inanellano giri di pista veloci in una sorta di simulazione che offre importanti indicazioni in vista delle qualificazioni.
É stata la Honda la grande protagonista della prima sessione del Fast Friday con ben tredici auto su diciassette motorizzate dalla casa giapponese. Tra le Chevrolet solo Rinus VeeKay è sembrato essere all’altezza della competizione pur senza avere alcun traino cosa che per esempio la Honda ha organizzato per Ed Jones, il più veloce in assoluto nella prima parte della giornata e solo ed esclusivamente quando a disposizione ha avuto un traino.
Il più veloce nel meccanismo dei giri senza traino della prima sessione è stato quello di Takuma Sato, due volte vincitore della Indy 500.
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Con il programma di prove e di simulazioni che prosegue il ritmo si fa sempre più alto e quasi tutte le auto arrivano ben al di là delle 231 miglia all’ora. A uno a uno tutti i favoriti piazzano il loro acuto con Herta, O’Ward e Rossi in grandissima evidenza. Giro dopo giro si spinge e le auto arrivano al limite: impressionante il giro della Chip Ganassi Racing-Honda di Scott Dixon che inanella 29 giri a un ritmo crescente superando abbondantemente le 233 miglia all’ora.
Nessuno arriva a una velocità di punta del genere: nemmeno il veterano Tony Kanaan e nemmeno VeeKay o Sato che lavoravano non sulla velocità di punta.
Ma essere il più veloce non conta e non basta. Le qualifiche di Indianapolis sono uniche al mondo e si calcolano con la media dei quattro giri migliori: e questo parametro mette davanti a tutti ancora una volta Takuma Sato, con VeeKay – quarto lo scorso anno da debuttante a Indianapolis – a salvare il bilancio della Chevrolet. Dietro, sette Honda: Dixon, Jones, Helio Castroneves, Herta, Kanaan, Marcus Ericsson e Harvey.
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