Fiat Panda (Getty)
Una Fiat Panda 750 con motore modificato in pista: che potenza sprigiona la piccola utilitaria italiana
La Fiat Panda è ancora oggi l’auto più venduta in Italia, con numeri davvero record ogni mese. Un successo che dura dal 1980, anno in cui fu commercializzata la prima versione della vettura, con motore 750. Doveva sostituire la Fiat 126 nelle intenzioni dell’azienda, fu un exploit incredibile ed inatteso.
Nonostante i nuovi modelli, sempre più accessoriati e moderni, con sistemi di sicurezza all’avanguardia, il fascino di quelli passati resta sempre immutato. Tra questi spicca la versione 750, dal motore indistruttibile e con interni spartani. Un’auto che ben si è prestata anche alle modifiche degli appassionati di tuning e non solo. Il risultato, come dimostrano le tante immagini disponibili in rete, è stata una trasformazione radicale della Panda che da citycar è diventata, in alcuni casi, una vettura .. estrema.
E’ quanto capitato ad Emanuele Sabatino di Ema Motorsport che ha lavorato sull’auto con elaborazioni ad hoc per renderla più potente e “divertente” tra i cordoli in pista.
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Sulla Panda è stato montato un motore 1.2 con scarico e valvole di aspirazione maggiorati, così come il rapporto di compressione tramite l’abbassamento della testa e lo spianamento del monoblocco. Il motore è completamente nuovo, con il collettore di aspirazione in alluminio rispetto a quello in plastica dell’originale. Ammortizzatori di tipo sportivo ma freni originali, mentre maggiorati barra e tiranti posti nella parte inferiore della vettura, ad unire i due puntoni che vanno alle ruote per dare maggiore stabilità; intervento anche per tutta la parte di linea di scarico. Rifatto, invece, completamente il fondo, compresi tiranti e bracci, sospensioni e cuffie.
Ed in pista se l’è cavata egregiamente, come ha raccontato un’entusiasta Sabatino. Motore prontissimo fin dai bassi regimi e la Panda che ha regalato davvero emozioni in pista, tra i cordoli, mostrando anche una faccia “cattiva” di sé. Ed il prezzo, per modificare la vettura destinata alla demolizione, è stato decisamente contenuto; poco meno di 3.000 euro, di cui la maggior parte serviti per rifare daccapo la parte meccanica.
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