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Vettel, la crisi prosegue: Damon Hill gli consiglia un rimedio… estremo

Damon Hill e Gerhard Berger analizzano la difficile situazione di Vettel, deludente nel GP Bahrain nella prima gara di F1 del 2021.

Sebastian Vettel (Getty Images)

Brutto inizio di avventura in Aston Martin per Sebastian Vettel, solo diciottesimo nelle Qualifiche (poi retrocesso per non rispetto delle bandiere gialle in Q1) e quindicesimo al traguardo della gara.

Durante la corsa in Bahrain è stato che protagonista di un evitabilissimo tamponamento all’Alpine di Esteban Ocon. Al termine del gran premio è andato a scusarsi con il pilota francese, però rimane inspiegabile l’errore da parte di un quattro volte campione del mondo di Formula 1. Avrà comunque modo di riscattarsi nel corso della stagione.

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Formula 1, Webber e Berger su Vettel

Sebastian Vettel (Getty Images)

Damon Hill, campione del mondo di Formula 1 nel 1996, nel podcast F1 Nation ha così analizzato la situazione di Vettel: «È come guardare una piñata fatta in Messico che viene colpita fino a quando non resta niente. Quello che gli sta succedendo è terribile. Penso debba cambiare qualcosa nel suo aspetto psicologico. Gli serve vedere un esorcista per rimuovere lo spirito malvagio. È come se avesse fatto qualcosa di sbagliato per meritare questa punizione. Deve sbarazzarsi dei sentimenti negativi. Una volta fatto, può essere capace di lottare con Hamilton e Verstappen».

Anche Gerhard Berger ha espresso il proprio pensiero sulla difficile situazione del quattro volte iridato. Al podcast In The Fast Lane ha così parlato: «Avendo vinto quattro titoli è certamente uno dei migliori piloti, ma non reagisce molto bene quando è messo sotto pressione. Gli è successo in Red Bull quando arrivò Ricciardo e lo stesso in Ferrari con Leclerc. Non è libero, non è rilassato. Vorrebbe dimostrare qualcosa, ma non è possibile perché la macchina non è sufficientemente forte o perché lui non è abbastanza in forma. Va fatto un passo indietro, rilassandosi, e le cose torneranno ad andare bene».

Berger, che in carriera ha corso con la Ferrari e ha anche vinto delle gare, aggiunge un altro aspetto all’analisi sul driver tedesco: «Dopo quattro titoli e tante gare, forse non vuole più prendersi certi rischi. Ha iniziato a fare errori, la gente lo ha criticato e tutto questo poi comporta quella pressione in più che lui non ama».

Matteo Bellan

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