Il Buggy allestito da Nico Rosberg per il campionato Extreme E (Foto X-Racing Rosberg)
C’è grande attesa per l’inizio della Extreme E, competizione off road delle auto 4×4 che partirà il 3 aprile dall’Arabia Saudita. Un format innovativo per un progetto in crescita
La declinazione full electric delle competizioni sportive sta diventando qualcosa di estremamente importante. É un progetto che va al di là delle ambizioni di creare un buon prodotto sportivo. Tutto rientra in una strategia molto ampia che vede coinvolte istituzioni, case automobilistiche e federazione: tutti coinvolti per creare qualcosa di davvero alternativo nella sfida per l’abbattimento dell’inquinamento da idrocarburi.
Da quest’anno il campionato Extreme E presenta un vero e proprio salto di qualità. Organizzato dallo stesso management del mondiale di Formula E e presieduto da Alejandro Agag, l’Extreme E non è soltanto una versione fuoristrada del mondiale full electric. Cinque gli eventi in un calendario che potrebbe estendersi ancora, forse con un evento esibizione, in vista di un ulteriore ampliamento delle prove per la prossima stagione. Si parte dall’Arabia Saudita, che ha firmato un contratto di dieci anni con gli eventi elettrici su pista e off-road della FIA, per proseguire con Senegal, Groenlandia, Brasile e Argentina.
Le sedi delle gare non sono state scelte a caso. Si tratta di location paesaggisticamente meravigliose e seriamente minacciate dagli effetti del cambiamento climatico. Il regolamento del campionato è semplice: per ogni auto iscritta due piloti, un uomo e una donna che dovranno condividere in parti uguali il percorso.
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Le auto sono dei buggy-SUV con una potenza massima 536 cavalli a trazione integrale. Le batterie sono tutte standardizzate e omologate: le produce la britannica Williams Advanced Engineering e sono pack uniformati da 54,0 kWh che generano elettricità prodotta da celle a idrogeno. Quattro le auto iscritte: il tracciato verrà disegnato in modo molto selettivo in un format estremamente innovativo. La pista, cinque miglia, è uguale per tutti.
Ognuno dei due piloti effettua un giro a testa per una serie di prove cronometrate al termine della quale l’auto con il miglior tempo compete in semifinale con quella più lenta. Ci saranno poi prove speciali, una Crazy Race e uno Special Bump che premierà il salto più lungo nella parte cronometrata che vale un Hyperdrive, un bonus di velocità per le prove successive.
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I titolari dei team meritano un capitolo a parte. Una scuderia è finanziata nientemeno che da Lewis Hamilton, le altre vedono coinvolti l’ex campione del mondo Nico Rosberg e Jenson Button, che parteciperà anche come pilota affiancato dal nove volte campione WRC Sebastien Loeb.
Tutto americano il team della Chip Ganassi Racing che ha allestito uno strepitoso buggy Hummer con un roster tutto americano: il pilota di Trophy Truck Kyle LeDuc e la motociclista di motocross Sara Price.
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