Fuori Giri

America’s Cup, la “stella” è l’Odyssey: tutto sullo Yacht di Graeme Hart

Agli appassionati di America’s Cup non sarà sfuggita l’immensa mole dell’Odissey, uno degli yacht più belli del mondo, dal cui ponte il multimiliardario Graeme Hart segue insieme a pochissimi amici la finale dell’America’s Cup

L0’immensa sagoma dell’Odyssey nella baia di Hauraki (Getty Images)

Si chiama Odissey ed è uno degli yacht più grandi, ricchi, potenti e costosi del mondo. Impossibile non notarlo. Soprattutto se siete appassionati di barche e non vi perdete una sola regata dell’America’s Cup.

Un terrazzo sull’America’s Cup

Il suo proprietario è Graeme Hart, uno degli uomini più ricchi del mondo. Neozelandese, fanatico di vela e grande appassionato di tutto ciò che galleggia e ha un motore, Hart ha 65 anni e una fortuna immensa. Stando alle ultime valutazioni di Forbes la sua liquidità ammonta a oltre 13 miliardi di dollari. Oltre a almeno sei-sette miliardi di proprietà immobiliari sparse per mezzo mondo.

Tra i suoi gioielli c’è questo colossale yacht dal cui ponte Hart segue nel dettaglio ogni regata dell’America’s Cup insieme a pochi e selezionatissimi amici.
Hart è uno dei generosissimi finanziatori del consorzio neozelandese dell’America’s Cup ed è un grande sostenitore di tutto quello che di sportivo riguarda il suo paese: rugby, calcio, motori…

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L’Odyssey è considerato uno dei dieci yacht più belli e lussuosi del mondo (Getty Images)

I numeri dell’Odyssey

L’Odyssey inizialmente doveva chiamarsi Ulysses: come il suo primo yacht acquistato nel 2006. Ulisse è un personaggio che Hart ama profondamente. Il suo nuovo superyacht è stato realizzato nei cantieri norvegesi di Kleven Verft: 107 metri di lunghezza. Nato per lunghe traversate transoceaniche, l’Odyssey è semplicemente impressionante. Quasi settemila tonnellate di stazza, 24 cabine ospiti per 50 posti, 16 persone di equipaggio, due piscine, un’area benessere da 800 metri quadrati (la più grande per uno yacht) due ponti dedicati alle attività sportive, un appoggio elicotteri, quattro motori Caterpillar e un’autonomia che gli consente di navigare in tranquillità a una velocità di dodici nodi, senza toccare terra, per quattordici giorni.

Hart non bada a spese per il suo gioiello che secondo lui è una testimonianza “dell’accoglienza e dell’autentica passione dei neozelandesi per il mare”. Un vero e proprio ambasciatore.

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La casa galleggiante al mare

Mantenere Odyssey, che comprò nel 2018 a quasi 275 milioni di dollari, gli costa non meno di 30 milioni di dollari all’anno. Hart passa quasi tutto il suo tempo libero sull’Odyssey con la moglie Robyn e i due figli Gretchen e Harry. Gli sono arrivate offerte miliardarie per affittarlo: lui rifiuta… “non posso affittare ad altri la casa al mare dei miei figli”.

Basta un cenno dei suoi ragazzi e tutta la famiglia (insieme a undici uomini della sua scorta) si trasferisce sull’Odyssey che è attraccato per la maggior parte dell’anno nella baia di Hauraki, la stessa dove si svolgono le regate dell’America’s Cup. In questi giorni Hart non scende dal suo buen retiro galleggiante. Gli ospiti lo raggiungono in motoscafo: personalità come Sean Fitzpatrick, Richie McCaw o Dan Carter, tutte leggende degli All Blacks.

Le foto di Hart scalzo in camicia bianca hanno fatto il giro del mondo. Prima di ogni regata un brunch: dopo ogni regata una cena. Il suo terrazzo privato sull’America’s Cup.

A sinistra Graeme Hart, il proprietario dell’Odyssey (Getty Images)
Stefano Benzi

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