Cronaca

Incendiano Auto e si riprendono col telefono: presi due minorenni

Due minorenni si riprendono mentre bruciano auto. Sono stati denunciati nel Catanese, il gesto forse legato a vendetta contro un loro coetaneo

Incendiano Auto e si riprendono col telefono: presi due minorenni (Getty)

Un gesto scriteriato e pericolosissimo, quello dei due minorenni che nel catanese, in Sicilia, si sono ripresi mentre incendiavano un’auto in sosta. E’ accaduto a Ramacca, in provincia di Catania. Due ragazzini, di 14 e 15 anni, si erano messi in posa e hanno cercato inquadrature “suggestive” per riprendersi mentre appiccavano il fuoco a un’auto parcheggiata.

Entrambi sono stati denunciati per danneggiamento doloso a seguito di incendio dai carabinieri della stazione locale. I due ragazzini sono stati segnalati al tribunale dei minori di Catania. L’episodio è accaduto lo scorso 12 gennaio. Un enorme rogo a una vettura in sosta ha terrorizzato gli abitanti della zona, ma si è subito pensato che l’incendio fosse di natura accidentale.

Carabinieri (Getty Images)

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Incendiano un’auto e si riprendono col telefono: denunciati due ragazzini

Completamente distrutta dalle fiamme la vettura di una quarantenne. Tuttavia, a seguito della regolare denuncia della donna, i carabinieri hanno scoperto che l’incendio era stato doloso. Quindi appiccato in maniera intenzionale. A seguito di testimonianze sono risaliti ai due minorenni. Nella perquisizione domiciliare a casa dei due giovanissimi, i militari hanno trovato uno smartphone. Il telefono aveva nel proprio archivio un video che li ha inchiodati.

I due ragazzini erano i protagonisti della clip, che mostrava loro (di spalle) nel momento di appiccare il fuoco. I militari hanno perquisito gli armadi e trovato gli indumenti che i due indossavano nel video. Quanto basta per incriminarli: il movente, ma è solo un’ipotesi, dovrebbe essere una sorta di “vendetta“. Questo a causa di alcune tensioni tra il figlio della proprietaria dell’automobile e gli stessi ragazzi. Quindi una sorta di ripercussione “trasversale” contro l’amico “rivale” per questioni – chiaramente – trascurabili.

 

Giovanni Scotto

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