Nasser Al-Attiyah, secondo alla Dakar per il secondo anno di fila (Getty Images)
Il principe Nasser Al Attiyah, tre volte vincitore alla Dakar, chiede che le regole del Rally Raid cambino: altrimenti non tornerà in pista
Nasser Al Attiyah è il secondo classificato al termine di una Dakar molto intensa, sofferta nel corso della quale è riuscito a vincere ben sei tappe. La metà delle dodici frazioni in programma se consideriamo anche il prologo.
In un momento di riflessione dopo la delusione per la sconfitta contro un grandissimo avversario come Stephane Peterhansel, Al Attiyah sta rivalutando quello che è il suo futuro alla Dakar. Al punto da pensare che non sia più il caso tornare al rally raid più amato.
Al Attiyah contesta la decisione degli organizzatori di uniformare le classifiche che coinvolgono tutte le auto, la Toyota 4×4 che lui ha portato al secondo posto al traguardo, così come la X-Raid Mini, molto più vicina a un prototipo che alle auto tradizionali. I buggy, come la X-Raid Mini di Peterhansel hanno vinto cinque volte nelle ultime sei edizioni. E hanno dominato le ultime due stagioni tra le dune e le sabbie dell’Arabia Saudita.
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Secondo Al Attiyah le regole devono essere cambiate: “Sono felice del lavoro che abbiamo fatto e non ho rimpianti – dice a Motorsport.com il pilota del Qatar, che questa estate tornerà alle Olimpiadi per le gare di tiro al piattello – abbiamo spinto al massimo, abbiamo vinto tanto, abbiamo fatto tutto il possibile. Ma la realtà è che per quanto si guidi precisi e per quanto l’auto sia competitiva, la velocità non basta a colmare il divario. I buggy vincono da cinque anni contro le vetture 4×4 perché le regole sono state fatte a loro favore. Spero che gli organizzatori le cambino, altrimenti è inutile rimettersi in competizione”.
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Al Attiyah non ne fa una questione di auto migliori o peggiori. Ma solo di differenze tecniche che rendono qualsiasi paragone del tutto incoerente: “Non si discute se sia meglio il Buggy o la 4×4 – conclude Al Attiyah – le regole non sono giuste. Non solo per la dimensione delle ruote, le sospensioni o l’aerodinamica. Ci sono cose che a livello regolamentare io non posso cambiare e posso solo fare notare. Se le cose non cambieranno, non tornerò più alla Dakar…”
La FIA aveva limitato la velocità massima per i veicoli della classe T1 (che include sia u 4×4 che la X-Raid Mini a 180 km/h. Ma a quella velocità il Buggy è nettamente più performante per una questione di sospensioni, di gomme e di galleggiamento. Le gomme del Buggy arrivano a 940 mm. Quelle dei 4×4 sono di 810. Meno aderenza, meno spinta e meno tenuta.
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La ASO, organizzatrice dell’evento, aveva già preso atto delle proteste da parte delle scuderie ‘tradizionali’. Ora bisognerà vedere se in vista della prossima Dakar si deciderà per la creazione di una ulteriore categoria, oltre a camion, moto e quad, destinata ai buggy o se uniformare le caratteristiche tecniche per rendere il gap meno evidente.
Il direttore della sicurezza della FIA per il Campionato del mondo di rally Jutta Kleinschmidt ha ammesso che i Buggy godono di un vantaggio rispetto ai loro rivali 4×4 e ha assicurato soluzioni per il 2022.
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