MotorSport

Dakar, Carlos Sainz si perde ancora nel deserto: “Non è più la mia corsa”

Sta cominciando a diventare un’abitudine pericolosa quella di Carlos Sainz di perdersi durante le prove speciali della 43esima edizione della Dakar

La X-Raid Mini dello spagnolo Carlos Sainz, attardato da diversi problemi navigazione (Getty Images)

Potrebbe sembrare una barzelletta. Ma Carlos Sainz non ha alcuna voglia di ridere e reagisce anche con un certo malumore ad alcuni meme che sono stati pubblicati on line che lo prendono in giro per via dei suoi continui problemi di navigazione che gli sono costati oltre 48 minuti di ritardo in classifica generale.

La Dakar si è persa Sainz

Un calo di potenza domenica, poi un problema di navigazione martedì; tanti minuti persi. Altro problema di navigazione anche nella tappa di giovedì. Carlos Sainz riconosce che ci sono dei problemi ma non se la prende con Cruz, il suo navigatore. Quanto piuttosto con l’organizzazione: “Direi che non sono l’unico ad avere problemi con il roadbook, non ho mai visto così tanti piloti, di auto così come di moto, ad avere problemi di tracciato. A quanto pare la Dakar è diventata una gimkana”.  

Sainz si dice molto frustrato: “Questa è la mia 14esima Dakar e non ho mai buttato via tempo in prova speciale ma la verità è che questa situazione sta danneggiando tutti. Posso dire che questa ormai non è più la Dakar, sicuramente non la mia…”

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Sainz protesta

Molto dipende dai nuovi regolamenti. Il roadbook, da quest’anno, viene consegnato agli equipaggi quindici minuti della partenza. Pare ci siano stati degli errori che sono stati evidenziati non solo da Sainz ma anche da diversi altri piloti. Con così poco tempo a disposizione non c’è tempo di studiare la strada, verificarne l’attendibilità e fare delle correzioni. Se ce ne fosse bisogno…

Sainz è stato sicuramente il più penalizzato: “Posso solo dire che continuerò a spingere fino alla fine per recuperare ogni secondo che ho perso – dice il lo spagnolo, tre vittorie assolute alla Dakar tra le quali quella dello scorso anno – ma bisogna che l’organizzazione ponga rimedio o ripensi la cosa”.

La Dakar quest’anno prevede anche una serie di tappe senza roadbook né assistenza. Cosa che potrebbe stravolgere qualsiasi classifica.

Stefano Benzi

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