Una suggestiva immagine della Ferrari sul circuito del Bahrain dove si terranno i test 2021 (Getty Images)
La scelta da parte della Formula 1 di accordare una sola sessione e di appena tre giorni ha creato molta polemica tra le scuderie: che protestano
C’è polemica e anche un po’ di tensione in Formula 1 per quanto riguarda i test del 2021, ormai praticamente già definiti, che dovrebbero essere di soli tre giorni a inizio marzo e sul circuito del Bahrain, dove si corre proprio in questo fine settimana.
Una decisione che non è assolutamente piaciuta alle scuderie che vorrebbero avere a disposizione un periodo di tempo maggiore. Anche in considerazione del fatto che molte scuderie cambieranno piloti e di conseguenza il tempo per potere mettere a punto le vetture e le squadre sarà davvero risicato al minimo.
La scelta della Formula 1, d’altronde, è evidente: in un periodo ancora molto incerto, con un calendario che potrebbe essere ridotto a causa delle conseguenze della pandemia, si vogliono privilegiare i gran premi ai test che sono stati ulteriormente ridimensionati. Stando a informazioni ufficiose, ormai praticamente certe, i test si svolgerebbero dal 5 al 7 marzo sul circuito di Shakir, in Bahrein, dove si corre nel corso di questo fine settimana.
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I piloti hanno immediatamente protestato. Non soltanto quelli che continueranno il loro lavoro con le proprie scuderie. Ma soprattutto quelli che saranno costretti a cambiare team e che avranno dunque pochissimo tempo per ambientarsi e preparare la macchina.
Una scelta che è stata criticata anche da Matteo Binotto, il team principal della Ferrari: “Indubbiamente è una scelta che penalizza non solo noi ma un po’ tutti e sulle quali secondo me ci sarebbe da discutere – ha detto il manager della Rossa – d’altronde siamo consapevoli che è un momento molto particolare e che ridimensionare il calendario delle prove significa anche ridurre i rischi di ulteriori contagi e soprattutto i costi in un periodo estremamente difficile”. Ma la decisione di provare così poco, comunque non piace. Anche perché, all’inizio della stagione, potrebbero essere molte le auto alle prese con problemi, su una pista peraltro nuova per molti team e con pochi dati per quasi tutte le scuderie.
Una difficoltà in più in una stagione 2021 che si annuncia già molto problematica sia da un punto di vista organizzativo che economico.
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