Moto GP

MotoGP Valencia Pagelle Gara: Mir imperatore, Morbidelli è re

Nel MotoGP di Valencia che incorona Joan Mir per la prima volta campione del mondo Franco Morbidelli vive la sua giornata più straordinaria 

Joan Mir, primo titolo mondiale personale, l primo per la Suzuki dopo venti anni (Getty Images)

Un’impresa meravigliosa quella che porta Joan Mir a vincere il suo primo titolo mondiale, venti anni dopo l’ultimo alloro iridato della Suzuki, 39 anni dopo quello di Marco Lucchinelli. Ma il vero protagonista in pista è stato un incredibile Franco Morbidelli, assolutamente straordinario.

Franco Morbidelli – Perfetto. In una giornata disastrosa per le Yamaha dimostra che un gran pilota può fare la differenza. Gestisce la moto perfettamente guidandola in modo chirurgico; e il mezzo, ma soprattutto le gomme, gli restituiscono questa cura nel corso dell’ultimo giro quando duella con Jack Miller in uno dei testa a testa più entusiasmanti degli ultimi anni. Una gara da incorniciare per un pilota che merita tanto… ma davvero tanto per la sua dedizione, umiltà e coraggio. Voto 10, re per un giorno.

Joan Mir Non è certo la sua gara migliore ma ancora una volta fa tutte le cose per bene. Attacca nel momento migliore, difende bene la posizione, non commette mai errori e gestisce una situazione non facile in un contesto decisamente molto difficile che lo poteva vedere enormemente sotto pressione. Merita il titolo mondiale per la sua consistenza e continuità. Voto 7, calcola tutto.

Jack Miller – Spreme la sua Ducati all’inverosimile e si getta all’attacco con l’istituto di un predatore di razza. Il duello con Morbidelli è stato meraviglioso ma alla fine era evidente che il secondo posto alle spalle di un avversario del genere era comunque un risultato straordinario che può valere quasi quanto una vittoria. Voto 8, indomabile.

Pol Espargaro – Dimostra che la KTM è una moto adatta per qualsiasi circuito e qualunque occasioni. Prova a reggere il ritmo di Morbidelli, poi trova il suo passo e si ‘limita’ a fare tutto bene senza commettere errori e senza forzare incassando all’arrivo tutti gli errori dei suoi avversati. Voto 7, regolare.

Takaaki Nakagami – Poteva essere il gran premio del suo primo podio. Finisce nel ghiaione dopo un errore grossolano che per la verità non è il primo in questa stagione che resta da incorniciare ma che conta anche diverse occasioni sprecate. Peccato perché è l’unico dei piloti di scuderia privata che dimostra di essere davvero all’altezza delle scuderie ufficiali. Voto 5, erroraccio imperdonabile.

Fabio Quartararo – Sembra di avere a che fare con due versioni dello stesso pilota, uno che può puntare al mondiale e uno che fallisce qualsiasi appuntamento decisivo, anche quelli inappellabili. Parte male, recupera con difficoltà e quando decide di attaccare finisce nel fosso. In piena confusione. Voto 4, impresentabile.

Alex Rins – Non va dimenticato che molto del successo della Suzuki e anche di Mir è una dote di questo pilota veloce, silenzioso e affidabile. Chiude al quarto posto e non riesce assolutamente a tenere il ritmo di Morbidelli che lo scavalca anche nella classifica del Mondiale. Ma il duello prosegue a Portimao dove la Suzuki punta ad avere due piloti ai primi due posti del mondiale. Voto 6, fa il suo.

Andrea Dovizioso – Parte da lontano, fatica a trovare il ritmo giusto, poi a poco a poco recupera qualcosa e si ripresenta nella zona medio alta della graduatoria senza tuttavia mai dare l’impressione di poter davvero competere con i migliori. E pensare che due mesi fa era il candidato numero 1 al titolo mondiale. Voto 5, incompiuto.

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Stefano Benzi

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