Moto GP

MotoGP, Ducati: perché Bagnaia può riuscire dove ha fallito Valentino Rossi

Valentino Rossi è il mentore di Pecco Bagnaia. Il torinese può riuscire in Ducati dove ha fallito il “Dottore” in MotoGP

MotoGP, Ducati: perché Bagnaia può riuscire dove ha fallito Valentino Rossi

L’arrivo di Pecco Bagnaia in Ducati come erede di Dovizioso segna un cambio di passo, un passaggio di tempo. “Desmodovi” è arrivato nel team dopo le due stagioni ombrose di Valentino Rossi. E dopo un 2013 senza podi, è diventato nel 2017 il principale rivale di Marc Marquez per il titolo mondiale. Nessun pilota Ducati si era avvicinato così tanto allo scettro di campione del mondo dal trionfo di Casey Stoner nel 2007. Ma dall’anno scorso, qualcosa si è rotto.

Non hanno aiutato le nuove gomme Michelin che garantiscono un elevato grip ma richiedono uno stile di guida diverso da quello di Dovizioso che tende a frenare tardi. Il suo modo di inserire la moto in curva non paga, ma nemmeno lo stile del compagno di squadra Danilo Petrucci, che l’anno prossimo passerà in KTM, funziona.

La scelta del team per il 2021 è andata su Bagnaia. Dopo la stagione di esordio in MotoGP segnata da promettenti velocità e troppe cadute, con un solo piazzamento in top-5, il 2020 ha cambiato le sue prospettive. Si è qualificato in prima fila nelle prime due gara, si è fratturato la gamba nella caduta in Repubblica Ceca, è tornato e ha chiuso secondo il GP Marino. E’ caduto mentre assaporava la vittoria nel secondo gran premio consecutivo a Misano, e in Catalogna ha rimontato dal quattordicesimo posto in griglia al sesto.

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Ducati, Bagnaia dieci anni dopo Rossi: l’uomo giusto al posto giusto

Ducati, Bagnaia dieci anni dopo Rossi: l’uomo giusto al posto giusto

Pecco sta guidando bene, con il suo stile di guida può usare la Ducati in maniera perfetta” ha detto Valentino Rossi ad Autosport. “E’ in grado di risolvere alcuni dei problemi della Ducati. Ma sta anche sfruttando al massimo i vantaggi della Ducati in termini di motore e di accelerazione. E’ una moto con alte prestazioni, ma non è facile da guidare”.

Bagnaia tende infatti a non mettere tante pressione sui freni, in modo da mantenere una buona velocità di percorrenza in curva. “Riesce a frenare più tardi, con meno pressione e a fermare la moto” ha spiegato Dovizioso, come riporta Autosport. Non è semplice, spesso quando un pilota vuole recuperare posizioni o andare più forte cerca di ritardare la staccata, di frenare più duro. Ma con la Ducati questo stile non funziona. Paga invece un approccio più fluido, più morbido.

L’approccio di Bagnaia, che arriva in Ducati a dieci anni dalla firma del suo mentore Valentino Rossi. Il Dottore annunciò il suo passaggio alla rossa di Borgo Panigale a metà del 2010, con in accordo biennale per le stagioni 2011 e 2012. Due stagioni che si rivelarono un completo disastro.

A posteriori, quel fallimento ha provocato due conseguenze, maturate entrambe nel 2014. La Ducati ha scelto Gigi Dall’Igna che ha riorganizzato tutto il team. E Rossi ha creato la sua accademia dove ha iniziato a formarsi Bagnaia. Gli ingranaggi della storia si sono messi in moto per arrivare qui. Al punto in cui l’allievo può superare il maestro.

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Alessandro Mastroluca

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