Formula 1

F1, Mercedes e la livrea nera: la particolare “scoperta” di Bottas

Da questa stagione la livrea della monoposto Mercedes e le tute sono di colore nero: questo, a detta di Valtteri Bottas, può influire sulle prestazioni.

Valtteri Bottas sul podio a Barcellona (Foto: Getty Images)

In Spagna Lewis Hamilton ha messo a segno l’ennesima vittoria di questa stagione che lo vede leader praticamente incontrastato; almeno finora nessuno a riuscito a mettere in seria difficoltà il campione del mondo. La Mercedes sembra essere destinata quindi a centrare il suo ennesimo titolo costruttori, che conquista in modo ininterrotto ormai dal 2014. Non sono mancate però le difficoltà per l’altro pilota delle Frecce d’Argento, Valtteri Bottas.

Il finlandese ha vissuto infatti una gara piuttosto complessa, in cui ha faticato duramente a tenere a bada la sua monoposto. E parte della responsabilità sarebbe da ricondurre anche al nero, colore adottato quest’anno dalla scuderia per appoggiare il britannico nella sua campagna contro il razzismo. Chi si trova a guidare la vettura sarebbe però alle prese con un problema inaspettato, messo in evidenza proprio da Bottas.

Valtteri Bottas (Getty Images)

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Le difficoltà di Bottas con il nero Mercedes

Una monoposto nera può apparire certamente più elegante, ma come capita normalmente con le auto di questo colore può essere più difficile da guidare quando le temperature esterne sono più elevate. E a Barcellona il caldo era particolarmente difficile da sopportare.

Durante tutta la gara in macchina faceva caldissimo – ha sottolineato Bottas -. Siamo abituati a una situazione del genere in Spagna, ma quest’anno si avvertiva di più. La livrea e la monoposto hanno ora un colore differente rispetto agli altri anni e questo contribuisce ad alimentare questa sensazione, soprattutto quando si è a contatto con i raggi del sole”.

La spiegazione del pilota non è fatta su base scientifica, ma attraverso le sue sensazioni personali: “Non so quale possa essere la differenza di gradi tra una livrea nera e bianca, ma l’anno scorso era certamente diverso – ha detto il finlandese -. A questo dobbiamo aggiungere anche una differenza evidente nelle tute, sono più spesse e la biancheria intima è più spessa”.

A corredare questo dato, il pilota ha aggiunto un’altra considerazione: “Di sicuro il bianco sarebbe più fresco in termini di temperature. Solo in questa gara ho perso 3 chili in gara, che è davvero tanto. Questo aspetto non deve essere trascurato: il caldo può essere infatti un aspetto che può influire sulle prestazioni” – ha concluso.

Ilaria Macchi

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