Fabio Quartararo può insidiare Marc Marquez nella lotta per il titolo (Foto: Getty Images)
Il 2020 di Fabio Quartararo inizia con il piede leggero. Un 17esimo tempo nella prima sessione di prove libere, un secondo tempo nel corso del pomeriggio ma con riscontri cronometrici peggiori per tutti.
Di fatto il francese della Petronas conferma le prestazioni di una moto che di tanto in tanto gli dà anche qualche scossone e che non scende mai sotto l’1.38”.
Il giudizio di Fabio Quartararo sulla sua moto alla vigilia del gran premio MotoGP di Jerez non è molto lusinghiero: “Credo che tutti abbiano visto che abbiamo avuto un po’ di problemi – spiega Quartararo, protagonista anche di un’uscita di pista senza conseguenze nel corso della sessione pomeridiana – credo che la moto si stia dimostrando più difficile da guidare rispetto allo scorso anno e che ci vorrà un po’ di tempo”.
Quartararo paradossalmente è andato meglio in mattinata, nonostante una sanzione che lo ha tenuto ai box per venti minuti dopo un test con una moto non consentita in allenamento al circuito Paul Ricard il mese scorso. Nel pomeriggio, pur limando un pochino il suo limite, il francese è rimasto molto lontano dai tempi di Marc Marquez chiudendo al quindicesimo posto nella graduatoria dei tempi combinati.
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Quartararo ha anche analizzato quello che non va: “Il problema è nella guida, la moto è più nervosa, un po’ più instabile – spiega – e credo che questo debba definitivamente far cambiare l’idea generale di chi pensa che la Yamaha sia una moto facile, quella più affidabile e easy da guidare. Non è così. Abbiamo un problema con la velocità massima, ma ci stiamo lavorando e credo che cominceremo a vedere presto dei progressi. È una moto che può essere sviluppata e che sicuramente ha molto potenziale. Quanto è ancora presto per dirlo”.
Al momento la Yamaha si rivela la moto meno prestazionale nei punti di massima velocità; 10-12 km/h in meno rispetto alla Ducati di Andrea Dovizioso: “A Jerez avvertiremo meno questo gap ma a Barcellona, con un circuito che esalta molto di più le velocità di punta, potremo essere più lenti anche di 20 km/h rispetto a Honda e Ducati e questa cosa credo dovrebbe cominciare a preoccuparmi”.
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