Ralf Schumacher in una recente immagine a Kerpen, la sua città natale (Getty Images)
Il fratello minore del grande Michael Schumacher non vede un futuro roseo per la Formula 1. Colpa non solo della pandemia ma anche di diritti televisivi meno ricchi e di un interesse del pubblico che sta lentamente cambiando.
Ma l’ex pilota, 44 anni, vede in questo momento di difficoltà anche parecchie responsabilità anche da parte del management del Circus e delle scuderie.
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Le parole di Ralf Schumacher non si prestano a interpretazioni: “È un momento davvero molto difficile, è come affrontare una galleria completamente al buio. La pandemia ha semplicemente peggiorato le cose e anticipato una crisi che sicuramente, per molti paesi, sarebbe scoppiata l’anno prossimo”.
Ralf Schumacher si riferisce in modo particolare alla Germania dove, dall’anno prossimo, i diritti televisivi della Formula 1 non saranno più distribuiti sulle reti in chiaro: “Tutto il sistema del nostro paese che in questo momento sta facendo fatica nonostante lo sforzo delle grandi case come la Mercedes. Basti pensare che Sebastian Vettel, al momento, è l’unico pilota tedesco in griglia di partenza. Evidentemente c’è una mancanza di attenzione anche da parte del grande pubblico. E queste cose, inevitabilmente, ricadono sulle scuderie, sul business e anche sulla distribuzione dei ricavi”.
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Il fratello del grande Michael non è ottimista neppure per quanto riguarda l’arrivo di nuovi talenti: “In soli 10 anni siamo passati dall’avere sette piloti tedeschi in griglia a uno solo. Nel 2010 tutto sembrava facile, c’erano risorse in abbondanza anche per lanciare nuovi piloti e per sviluppare gli affari. Quel periodo è definitivamente finito e difficilmente tornerà, non a breve perlomeno”.
La crisi, insomma, è determinata da tutta una serie di fattori che in alcuni paesi, proprio come la Germania, stanno diventando dirompenti. “Non mi stupirebbe che Sebastian Vettel restasse senza guida l’anno prossimo anche se spero di no ma sarebbe una conseguenza del momento generale che la Formula 1 sta vivendo tutti gli sport, primo poi, affrontano dei periodi di crisi. Questo evidentemente è il momento della Formula 1. Stareà ai manager trovare il modo di fare economia, scoprire nuovi modelli di business e cercare un modo per essere ancora competitivi e attrarre di nuovo il grande pubblico. Sta diventando sempre più difficile per le grandi aziende conciliare grandi economie e tagli con gli investimenti sulle corse automobilistiche”.
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