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BMW e gli effetti della crisi: previsti migliaia di esuberi per gli atipici

Anche in casa BMW il periodo post lockdown si sta rivelando più difficile del previsto: l’azienda sembra essere intenzionata a non rinnovare i contratti di 10.000 lavoratori a termine.

Foto: Getty Images

Il settore automobilistico è certamente uno dei quelli più provati dalla lunga fase di lockdown, oltre che dal minore potere di acquisto di molte famiglie, che non si sentono tranquille all’idea di programmare un investimento importante come può essere quello previsto per l’acquisto di un auto. Una situazione di questo tipo può portare a intraprendere anche scelte dolorose, come annunciata da un colosso come BMW. L’azienda ha infatti annunciato di essere pronta a intraprendere un piano ritenute indispensabile per ridurre i costi e contenere le conseguenze della crisi generata dalla pandemia.

Le misure annunciate dai governi di molti Paesi non sembrano essere sufficienti per poter mettere in atto un rilancio che diventa quanto mai necessario.

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La drastica e dolorosa decisione di BMW

Ad anticipare la soluzione che starebbe per mettere in atto anche un colosso importante come BMW è l’agenzia di stampa Reuters. L’azienda sembra infatti intenzionata a non rinnovare i contratti di ben 10.000 lavoratori a termine. Le motivazioni non sono così difficili da identificare: c’è la necessità di ridurre i costi, ma allo stesso tempo di fronteggiare la minore richiesta sul mercato.

Per far sì che la situazione possa produrre meno disagi possibili ai dipendenti, i vertici della casa automobilistica hanno già avuto un incontro con i sindacati. In occasione del vertice, è stato raggiunto un accordo con i rappresentanti per mettere in atto una serie di misure sul personale che possano garantire un futuro sostenibile.

Nel frattempo, a metà maggio si è deciso di riprendere la produzione e di concentrarsi in modo particolare sui veicoli ecologici, uno dei segmenti che hanno registrato comunque una perdita minore rispetto agli altri segmenti. Un piano di riduzione del personale è già stato comunque messo in atto anche da altre realtà importanti, quali ad esempio Nissan, Renault e Bentley e non si può escludere che anche altri concorrenti possano presto seguire questa direzione.

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Ilaria Macchi

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