Auto Elettriche, Honda punta allo sviluppo di super batterie: il progetto con CATL (Getty Images)
La Honda nella giornata di lunedì sarebbe stata vittima di un attacco hacker che avrebbe arrecato non pochi disagi alla casa giapponese, compreso ai dipendenti.
Nella giornata di ieri la Honda, parrebbe, essere stata vittima di un attacco hacker. In cima alla lista degli indagati l’ormai tristemente noto Ekans, un ransomware ideato per aggredire i sistemi di controllo industriale (ICS).
La casa giapponese tramite il proprio profilo Twitter aveva comunicato agli utenti che l’Honda Customer Service e l’Honda Financial Services erano temporaneamente fuori uso. Rappresentava, altresì, di essere a lavoro per risolvere l’inconveniente il prima possibile, scusandosi con l’utenza e chiedendo comprensione. A riportare nell’immediato la notizia che si fosse trattato di un attacco informatico, il quotidiano britannico Telegraph.
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Un periodo non troppo felice per la casa giapponese Honda che oggi ha dovuto temporaneamente chiudere l’accesso in alcune sue sedi anche ai dipendenti, nonché interrompere la propria produzione. La colpa di un virus chiamato Ekans, un ransomware tanto temuto dai colossi perché ideato per colpire i sistemi di controllo industriale.
L’azienda tramite un tweet, nell’immediatezza dei fatti, aveva reso noto che alcuni dei suoi servizi erano sospesi non fornendo ulteriori spiegazioni sul perché dell’accaduto. A rivelare la possibile causa è stato il quotidiano britannico Telegraph che ha appunto parlato della possibile aggressione ai server della casa giapponese da parte del virus informatico. Quest’ultimo agirebbe crittografando i file della vittima e chiedendo poi un vero e proprio riscatto per concedergli la chiave di decrittazione.
Un attacco che pare avrebbe arrecato non poco pregiudizio alla Honda, ma dal quale pare si sia quasi totalmente ripresa.
La Honda, stando a quanto riportato dalla BBC, avrebbe confermato l’attacco hacker, tenendo a precisare però che nessun dato riservato dei suoi utenti sarebbe stato violato. Ad essere rimasti coinvolti nell’attacco, scrive l’emittente britannica, anche i sistemi di produzione al di fuori del Giappone. Uno dei server aziendali sarebbe stato attaccato dall’esterno e il virus si sarebbe poi successivamente diffuso in tutta la rete.
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