Cronaca

Revisione auto scaduta e multe: cosa accade con la proroga alle scadenze

Con il Decreto Cura Italia del 17 marzo è possibile circolare con la revisione scaduta fino ad ottobre, ma intanto le multe continuando ad arrivare: il punto della situazione

Revisione scaduta

Con il decreto Cura Italia del 17 marzo scorso, che nel frattempo è divenuto legge, è stata concessa la circolazione fino al prossimo 31 ottobre a coloro i quali hanno i veicoli da sottoporre revisione entro il 31 luglio.

Quindi, le vetture che hanno la revisione scaduta o in scadenza tra marzo e luglio, andranno revisionate entro la fine di ottobre. Fino ad allora si sarà quindi esenti da multe. Il codice della strada prevede una sanzione che va da 159 a 639 euro per chi circola con la revisione scaduta. La volontà del governo, con questa proroga, è quella di aiutare gli automobilisti in questo periodo di difficoltà dovuto dal coronavirus.

Nonostante ciò, c’è chi in questo periodo sta venendo sanzionato dalle forze dell’ordine con verbali da almeno 170 euro e la sospensione dalla circolazione della vettura. Qualora si venisse multati per una seconda volta la sanzione salirebbe a 2.002 euro mentre il fermo del mezzo sarebbe di 90 giorni.

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Multa per revisione scaduta, cosa fare

L’esperto in diritto della circolazione Luigi Bechi, consiglia di farsi comminare la multa senza proteste verso le forze dell’ordine. Successivamente però poi va fatto ricorso al giudice di pace, pagando 43 euro di tassa, entro 30 giorni dalla notifica del verbale. A quel punto il magistrato sospenderà il provvedimento permettendo all’automobilista di circolare nuovamente in attesa dell’udienza dal giudice stesso. Poi, dopo una valutazione soggettiva del caso, l’autorità giudiziaria deciderà se confermare o annullare la sanzione.

Se vi state chiedendo perché alcuni agenti, nonostante il decreto, stiano comminando le multe, il motivo va trovato nel semplice rispetto delle regole imposte dai propri comandi. Ad ogni modo poco cambia perché, intorno al decreto Cura Italia, c’è molta confusione. Si tende a pensare infatti che sono in regola con le disposizioni del governo solo le auto con revisione scaduta a marzo. La corretta lettura delle regole invece include anche le revisioni delle auto scadute in precedenza.

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Mattia Di Gennaro

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