Autocertificazione fase 2:
Le indicazioni del Governo sulla compilazione dell’autocertificazione per l’inizio della fase 2 che scatterà il prossimo 4 maggio
Per la fase due, il Governo non dovrebbe pubblicare un nuovo modulo per l’autocertificazione. Secondo le indiscrezioni che filtrano dal Viminale, riportate dal Corriere della Sera, l’intenzione è di utilizzare il modello attualmente valido anche dal 4 maggio, quando si potrà far visita ai “congiunti”.
In attesa della circolare, che dovrebbe arrivare entro il primo maggio per chiarire nel dettaglio gli spostamenti consentiti, resta ancora una certa incertezza sull’identità dei “congiunti” cui si potrà andare a far visita, purché all’interno della stessa regione. Il Codice penale, all’articolo 307, fa esplicito riferimento ai congiunti come “gli ascendenti, i discendenti, il coniuge, la parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso, i fratelli, le sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti: nondimeno, nella denominazione di prossimi congiunti, non si comprendono gli affini, allorché sia morto il coniuge e non vi sia prole“.
Ma dopo la conferenza di Conte sono emerse indicazioni secondo cui il Governo avrebbe intenzione di consentire anche le visite, intra-regionali, in caso di “fidanzati e affetti stabili”.
Quattro le regole principali per compilare l’autocertificazione. Intanto, bisogna compilare tutti i campi con i propri dati anagrafici, indicare il proprio indirizzo di provenienza e quello di destinazione. In caso di visita a un parente, vanno riempiti tutti gli spazi barrando la casella “situazione di necessità”. Qui, nello spazio riservato alle ulteriori dichiarazioni, si deve specificare che si tratta di una visita a un parente e indicare il grado.
Nella circolare ai prefetti, scrive ancora il Corriere della Sera, sarà chiarito che i cittadini non dovranno indicare le generalità del parente, per motivi di privacy. Sarebbe questo uno dei motivi per cui si sta pensando di non far redigere un’ulteriore versione dell’auto-certificazione.
Chi va a fare una passeggiata o attività motoria all’aperto, nel proprio comune di residenza, non ha bisogno di autocertificazione. A condizione che sia da solo, o al massimo con un’altra persona e in questo mantenendo il distanziamento sociale. Non saranno invece consentiti, nemmeno nella stessa regione, gli spostamenti nelle seconde case di proprietà.
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