Una delle molte immagini che si possono scattare scendendo dal Ben Nevis
La Scozia rappresenta uno degli itinerari più affascinanti e facilmente raggiungibile anche per gli appassionati italiani di mototurismo. Molti reagiscono in modo infastidito all’idea di dover mantenere la guida a destra che in effetti, alle prime rotatore, crea qualche problema.
Ma basta mantenere nervi saldi e un po’ di attenzione per godersi lo spettacolo della natura senza alcuna conseguenza. È questione di pche ore di pratica e ci si fa l’abitudine.
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Anche dopo la Brexit la Scozia resta una meta assolutamente raggiungibile: chi vuole usare la propria moto dall’Italia ha diverse scelte. Il tunnel sotto la Manica – un po’ costoso – e per la rotta verso il nord, Edimburgo se si vuole aggiungere una tappa, passando magari da est e dunque da Leeds e Newcastle, o puntando direttamente su Glasgow e dunque da Manchester. Glasgow ed Edimburgo sono alla stessa altezza di due insenature che si incastrano in modo quasi speculare tra le costole del paese. Diversissime, rappresentano l’anima stessa della Scozia. Edimburgo è la sede reale, con i suoi palazzi nobili e il meraviglioso Royal Mile, Glasgow è invece l’anima più popolare e operaia ma negli ultimi anni è stata praticamente ricostruita e oggi è una città moderna, piena di vita e di divertimento.
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Il passaggio più economico è quello in traghetto: dalla Francia (Calais, Boulogne o Dunkuerque) o dall’Olanda che da Ijmuiden, con una traversata più lunga raggiunge Newcastle o addirittura, da Zeebrugge, Rosyth, il porto di Edimburgo. Chi vuole arrivare in aereo troverà un gran numero di possibilità per affittare una due ruote di segmento medio alto o addirittura top di gamma. Triumph, Harley Davidson, giapponese o tante BMW. Il costo non è molto più alto rispetto al range italiano.
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La Scozia offre scorci davvero incantevoli, unici al mondo: è una regione piovosa, è vero. Ma se si incastra l’escursione tra giugno e agosto la possibilità di prendere acqua è molto meno alta. La pioggia scozzese è comunque un must, un’esperienza di viaggio che bisogna mettere in conto e ha il suo fascino. Se si danno per scontate le escursioni più classiche, e dunque il Wallace Monument e luoghi storici, come Stirling o paesaggistici di grande interesse come il Parco Nazionale di Loch Lomond, l’itinerario più affascinante resta quello che porta da Fort Williams, uno degli avamposti storici inglesi più inoltrati, luogo di storiche battaglie, fino al massiccio del Ben Nevis che con i suoi 1344 metri è la montagna più alta del regno, ma è ben poca cosa per chi ha affrontato Alpi e Dolomiti, Stelvio o Pordoi.
Da qui si costeggia il mitico Loch Ness (Ness è il nome che alimenta il lago e che dallo specchio d’acqua defluisce verso il mare) che è davvero inquietante come si dice, mostro o meno. Acque scure e natura selvaggia il lago offre scenari davvero straordinari e unici nel suo genere con tanti piccoli villaggi dediti al settore agroturistico che sembrano fermi a duecento anni fa. E si scende e mano a mano che il lago si fa sempre più stretto e diventa fiume, si arriva alla baia di Inverness, incantevole cittadina ricchissima di storia e di grande cultura.
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