Cronaca

Coronavirus, come ripartire dopo la crisi: l’esempio della Cina

Se la pandemia di coronavirus ha completamente cambiato il nostro quotidiano e le nostre esigenze costringendoci ad accettare cambiamenti immediati in modo anche molto pratico, la rima esigenza di sopravvivenza è pensare a quando tutto si rimetterà in moto, e dunque ripartire.

La Cina potrebbe essere il primo paese a ospitare un salone dell’auto (Getty Images)

Il momento è drammatico da un punto di vista umano e industriale: le perdite sono enormi e per certi versi inaccettabili. “Ma non possiamo fermarci al dramma del momento, la natura dell’uomo è quella di andare al di là. Quello che ci spinge oltre è pur sempre il nostro istinto di sopravvivenza” ha detto Bruce Aylward, il responsabile della missione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in Cina appena dopo essere rientrato negli Stati Uniti. Era il 24 febbraio e la Cina già stava parlando di riapertura delle proprie industrie e delle sue province. L’unica a essere ancora completamente chiusa era Wuhan. Molti avevano ritenuto che fosse una decisione troppo prematura quella della Cina di ripartire subito con la produzione delle sue industrie dopo il coronavirus; e Aylward rispose che invece era normale. Che qualsiasi malato, anche un’economia malata, avrebbe pensato alla guarigione e alla normalità come obiettivo.

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In Germania il coronavirus ha riportato d’attualità i drive in (Getty Images)

Come può ripartire l’industria delle auto dopo il coronavirus

In realtà la situazione non stiamo parlando di un interruttore, acceso-spento. La situazione purtroppo è molto diversa: anche se oggi alcuni processi sono resi più facili dal fatto che uno dei mercati più importanti è quello on line e che molte aziende non hanno in realtà mai completamente interrotto la propria attività commerciale affidandosi ai magazzini, ancora pieni, e a offerte molto invitanti per chi decideva di ordinare on line direttamente dalla fabbrica.

Sicuramente cambieranno anche le offerte: quasi tutte le case automobilistiche stanno pensando a un pacchetto post-Covid che preveda la disinfezione della macchina dopo la consegna e un servizio di disinfezione e sanificazione che includa dopo un certo numero di chilometri l’igienizzazione dell’ambiente e dell’abitacolo anche attraverso l’impianto di climatizzazione. Questo servizio, inizialmente previsto come ‘plus’, potrebbe diventare compreso nel prezzo di listino anche sotto l’aspetto delle manutenzioni.

Dopo il coronavirus: aiuti, finanziamenti e promozione

Cambierà molto anche sotto l’aspetto delle proposte di finanziamento: è inutile sottolineare quanto questa crisi stia investendo le famiglie da un punto di vista economico. Purtroppo, molti rischiano di perdere il lavoro o di dover fare i conti con una forte riduzione o contrazione della propria attività. I grandi colossi della produzione automobilistica stanno già pensando con i propri istituti di credito a condizioni agevolate e ‘speciali’ per andare incontro a un mondo che dovrà ripartire, nonostante tutto.

Uno stock di auto tedesche invendute in un concessionario a Berlino (Getty Images)

La Cina dimostra che si può ripartire

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Il business non può contare sui saloni e le fiere di mercato che a cominciare da quella di Detroit sono state tutte annullate. Sarà molto difficile uscendo dai canali abituali per l’azienda automobilistica tornare a muovere il proprio mercato. Ma c’è un dato interessante che riguarda la Cina, il primo paese che si è dovuto misurare con il dramma della pandemia.

Se a febbraio le immatricolazioni in Cina erano cadute del 92% rispetto al 2019, a marzo le immatricolazioni sono ripartite con un buon impulso. Pur sempre un calo rispetto all’anno scorso, ma del 47% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Un buon segnale che dimostra che nonostante molte incertezze determinate dall’incubo coronavirus, l’industria automobilistica può davvero pensare di ripartire. Tant’è che proprio la Cina potrebbe essere il primo paese destinato a ospitare un salone internazionale dell’auto.

Stefano Benzi

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