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Coronavirus, controlli sugli spostamenti: scattano le prime denunce

Sono scattate le prime denunce per i soggetti che hanno violato le norme previste dal decreto in merito all’emergenza coronavirus.

(Getty Images)

Con il Decreto emanato dal Governo, già in vigore da ieri, martedì 10 marzo, l’intera Italia è divenuta una zona protetta. Su tutto il territorio, difatti, è in vigore il divieto di spostamenti se non per un valido motivo (individuato in tre tassative ipotesi). Nonostante tali divieti siano entrati in vigore ieri, oggi sono state registrate le prime infrazioni dalle forze dell’ordine che hanno fatto scattare diverse denunce. Sono in totale 11 le persone denunciate, tutte in provincia di Bergamo, per il mancato rispetto delle norme previste  dal Dpcm in merito all’emergenza Covid 2019.

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Coronavirus, primi controlli delle forze dell’ordine sugli automobilisti: 11 denunce per violazioni delle norme previste dal Dpcm

L’epidemia da nuovo coronavirus ha messo in ginocchio il Paese. Per cercare di contenere i contagi il Governo ha emanato un decreto, in vigore già dalla giornata di ieri, a mezzo del quale ha imposto una limitazione degli spostamenti dei cittadini. Ciò significa che è possibile uscire di casa, ma solo quando ricorrano determinate ipotesi tassativamente previste; stato di necessità, motivi di salute o lavorativi. La violazione della prescrizione normativa, sempre come da testo del decreto, prevede elevate sanzioni. Chiunque dovesse lasciare la propria abitazione in assenza di una delle cause giustificative poc’anzi citate potrebbe incorrere in un’imputazione ex art. 650 c.p. o nelle ipotesi più gravi in quella di cui all’art. 452 c.p.

Nonostante il decreto sia divenuto operativo già da ieri, già sono state registrate le prime infrazioni. Le forze dell’ordine, come riporta la redazione di TuttoSport, hanno effettuato diversi controlli: oltre 500 veicoli e più di 600 persone.  Di quest’ultimi, Carabinieri, Polizia Stradale e Guardia di Finanza hanno verificato le autodichiarazioni presentate. Da queste verifiche, riporta Tuttosport, sarebbero emerse alcune violazioni che hanno portato ad 11 denunce, tutte in provincia di Bergamo, per altrettanti soggetti che avrebbero fornito informazioni non esatte o non sufficienti a giustificare lo spostamento compiuto.

Come indicato nel Dpcm chi viola le misure legate agli spostamenti rischia una denuncia immediata con pene che variano da un’ammenda fino a 206 euro (art. 650 c.p.) o l’arresto fino a 3 mesi. Nel caso di ipotesi più gravi, come poc’anzi specificato, le pene risultano ancora più severe (art. 452 c.p.)

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Carabinieri (Getty Images)
Marco Spartà

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