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Olio motore, è giusto cambiarlo a scadenza programmata? ecco la risposta

Quante volte ci siamo domandati:
“Quando devo cambiare l’olio motore nella mia vettura?”. Oggi cercheremo i consigli giusti per rispondere a questa domanda.

Olio motore, è giusto cambiarlo a scadenza programmata? (Foto: Getty)

Quando cambiare l’olio motore del proprio mezzo è una domanda che si pongono almeno una volta nella vita tutti i proprietari di veicoli a motore, ma la risposta non è mai stata scontata, anche perché non esiste un chilometraggio preciso per farlo, solo indicazioni da parte delle case costruttrici.

Olio Motore: Nel passato arrivati a 10.000 km ci si cominciava a preoccupare della prima manutenzione, ma oggi con i nuovi modelli e specialmente con i nuovi lubrificanti in circolazione, ogni casa adotta la sua filosofia.

I lubrificanti negli ultimi anni sono cambiati moltissimo rispetto al passato, questo implica anche la loro vita/durata all’interno del motore, si trovano al giorno d’oggi ad esempio alcuni modelli d’auto che prevedono sostituzioni di olio motore con intervalli di 30/40.000 km percorsi, numeri inimmaginabili fino a qualche anno fa.

Cominciamo nel dire che per tutti i veicoli, sia a benzina che diesel, l’olio motore è di vitale importanza nella vita del motore, la poca presenza (quando scende di livello) o una presenza troppo vecchia (olio motore ormai esausto che non viene sostituito) dovuta a cattive manutenzioni, possono provocare danni irreparabili.

Sarebbe buona norma quando si compra un veicolo, leggere sul libretto d’uso gli intervalli in cui bisognerà fare manutenzione sullo stesso, libretto dove inoltre sono indicate le corrette tipologie di lubrificanti da utilizzare nelle sostituzioni con le relative specifiche.

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Gli intervalli delle manutenzioni relativi all’olio sono consigliati dalle case costruttrici, diventa spesso però anche molto personale come scelta se a dover fare manutenzione troviamo proprietari pignoli.

Olio motore, è giusto cambiarlo a scadenza programmata? (Foto: Getty)

Esistono tipologie di proprietari che prediligono far lavorare il proprio motore sempre con olio “nuovo”, al di la di come riportato sul libretto d’uso, ciò comporterà un cambio olio e filtro con un intervallo max di 15/20.000 km, anche se gli intervalli consigliati possono essere più lunghi.

Per chi usa la macchina raramente, e quindi percorrerà i km richiesti per il cambio in molto tempo, il consiglio di molte case costruttrici è di optare per una sostituzione annuale, che avverrà quindi a prescindere dal chilometraggio.

Per auto anziane (le ns auto non sono vecchie anche quando lo diventano!) il consiglio degli esperti è di non attendere troppo una volta superati i 10.000 km, oppure procedere con il cambio annuale come sopra citato se non si raggiunge il chilometraggio.

Ma il reale lavoro del lubrificante all’interno del motore termico quale è?

Il lavoro essenziale è quello di lubrificare gli organi di contatto, e per facilitare tale compito gli additivi interni svolgono un lavoro importante, quello di aumentare la viscosità dell’olio ad esempio, ed alimentare il loro fattore di pulizia all’interno del motore.

Gli additivi possono essere di natura minerale, sintetica o anche rigenerati, altro loro compito essenziale è quello di prevenire la schiuma e l’ossidazione dell’olio presente nel motore.

Ricordandoci del principio per il quale ogni veicolo ha il suo olio, cominciamo nel dire che l’olio cambia a seconda del tipo di motorizzazione, che potrà essere a benzina, diesel, a gas o ibrida, esisterà sempre una specifica diversa di olio da utilizzare per ogni singola vettura.

Ad ognuno il suo olio quindi, l’importante è che non manchi mai nel nostro veicolo e che non diventi mai esausto in modo da non perdere mai le sue caratteristiche.

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redazione

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