L’intenzione del ragazzo era chiara fin dal principio: concepire una dream car che fosse in grado di ergersi una spanna al di sopra non solo della stessa Rolls, ma anche della mastodontica Maybach. Il risultato, finora, è la realizzazione in scala 1:4 di un autentico transatlantico da strada, che anche nelle dimensioni attuali (un metro e 80 di lunghezza) è lunga, se non come una Smart, quantomeno come una microcar.
In effetti, l’opera realizzata da Jeremy Westerlund, allievo dell’Istituto californiano del design, appare come un monumento all’originalità e all’opulenza, untrompe l’oeil viaggiante che da una parte si rifà chiaramente a certe caratteristiche dell’esclusivo stile automobilistico dell’age d’or; e, dall’altra, viene proiettato nel futuro.
Gli stilemi del progetto che strizzano l’occhio ad un lontano passato popolato (si fa per dire) di Hispano Suiza, Isotta Fraschini e delle stesse Rolls Royce si incontrano nel posto di guida “al vento”, come la noblesse dei primi decenni del secolo scorso imponeva agli chauffeur: un retaggio derivato dalle precedenti carrozze a cavalli, e che si ritrova nella Rolls Royce Apparition, nella quale ai passeggeri è riservato il calore dell’abitacolo.
Quest’ultimo deriva, nella sua concezione, dalle cabine delle imbarcazioni luxury (un aspetto che rende questo progetto “in famiglia”, data la tradizionale produzione Rolls Royce dedicata ai motori marini): sembrerebbe angusto, a una prima occhiata; in realtà, monumento alla discrezione (si nota solo in un secondo tempo, dopo che l’occhio si è abituato alla… particolarità dell’insieme di quest’auto) è idoneo ad ospitare sei persone disposte a semicerchio, che vi si possono accomodare attraverso due vastissime porte con apertura “ad armadio”disposte nella parte sinistra della “vettura”.
E se, dell’attuale famiglia Rolls Royce, non resta che una parte dello sterminato cofano motore e l’irrinunciabile – ed eterna – griglia a tempio greco (peraltro lievemente “ritoccata” per anticipare un’unica armonia aerodinamica dal disegno “ad ala” che accompagna l’intera vettura) con l’altrettanto unica “Spirit of Ecstasy”, Jeremy Westerlund ha voluto imporre un tocco di esclusività laddove nessuno se lo sarebbe aspettato: vale a dire ai cerchi ruota, che presentano degliinserti in pregiato mogano a mo’ di razze.
Piacerà? Non piacerà? Come spesso accade nelle realizzazioni di design (e qui, di elementi “originali”, ce n’è a bizzeffe), i pareri potranno essere discordi. Ma, da parte nostra, siamo dell’idea che, così concepita, questa Rolls Royce Apparition è una di quelle bizzarrie stilistiche in grado di far girare la testa. Probabilmente, anche agli sceicchi.
Motori.it
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