La pago, chiedeva, o non la pago? Seguiva una pletora di consigli e distinguo. Cose del tipo «non hai scampo se l’auto era a noleggio» o «fregatene, non c’è convenzione come nel caso della Svizzera». Il sito non dice cosa abbia deciso Francesco però, ora, sappiamo quale sarà il destino di chi si troverà nelle stesse condizioni, nei Paesi Bassi come in Italia o in Ungheria. Non avrà altra scelta che metter mano al portafogli perché la pacchia è finita. L’impunità per i viaggiatori in trasferta ha i giorni contati. L’Europa ha deciso che si cambia marcia.
Il Consiglio dei ministri di Trasporti dell’Unione ha approvato ieri la direttiva che introduce lo scambio di informazioni sulle contravvenzioni agli automobilisti stranieri e pone fine all’immunità di cui ha sempre usufruito chi guida in trasferta.
«Le probabilità che un conducente straniero commetta un’infrazione sono tre volte superiori rispetto a un residente – ha ammesso il vicepresidente della Commissione Ue, Siim Kallas -. Molti sembrano ritenere che all’estero le norme non valgono nei loro confronti». Invece, ha precisato l’estone, «riguardano tutti e intendiamo farle applicare». La norma entrerà in vigore a inizio 2011, dopo l’approvazione del parlamento. I ventisette avranno due anni per recepirla.
«Spero ci voglia meno tempo perché è un passo che garantisce sicurezza», ha commentato il ministro italiano Altero Matteoli come se non avesse voce in capitolo sull’iter nazionale del provvedimento. In effetti, la stretta decisa a Bruxelles non ha ragioni contabili, o comunque non le confessa. Tutto nasce dall’esigenza di rendere realmente coercitivi i vincoli in nome della tutela dei cittadini davanti ai quattro «big killer», le circostanze che da sole provocano il 75% delle disgrazie: alta velocità, mancato rispetto dei semafori, non utilizzo delle cinture di sicurezza e guida in stato di ebbrezza.
Sinora il pagamento delle multe era legato a un sistema di convenzioni bilaterali, evidenti sulle strade del Belgio, dove gli olandesi rispettano i limiti e i francesi no. Le nuove norme, spiega la Commissione, permetteranno di istituire una rete elettronica per lo scambio di dati necessari tra lo Stato nel quale è stata commessa l’infrazione e quello in cui il veicolo è stato immatricolato. Una volta a conoscenza del nome e dell’indirizzo del proprietario, gli verrà inviata la notifica di infrazione: natura ed entità restano una decisione autonoma degli stati.
I conducenti stranieri generano il 5% del traffico ma sono responsabili del 15% delle infrazioni commesse.
La norma si applicherà ad altri quattro gruppi di infrazioni: guida sotto sostanze stupefacenti, mancato uso del casco, abuso della corsia di emergenza e uso del telefonino. «Il criterio è la sicurezza» ribadisce la Commissione. Tanto che per il momento, lo scambio di dati non riguarda il divieto di sosta. «E’ una pratica amministrativa, non abbiamo autorità», dicono a Bruxelles. Creato il network, lascia capire la fonte, si arriverà anche a questo.
LaStampa
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