Interessante la posizione delle maniglie portiera, non più accessorie ma utilizzate come elemento compositivo. Ben riuscito anche il profilo della vetratura laterale che strizza l’occhio ad Audi A5 Sportback ed A7 nonché ad Aston Martin Rapide. La coda risulta dalla continuazione della nervatura superiore della fiancata sopra alla fanaleria posteriore. Queste linee si intersecano col profilato baule posteriore in un complesso dalle forme tondeggianti ma nette. Splendidi i cerchi in lega da 21’.
Gli interni propongono una filosofia costruttiva decisamente minimalista dal punto di vista della “quantità” dei comandi: i sistemi di bordo sono quanto mai integrati in sofisticatissime console adatte alla “I-Phone” generation. Spiccano nell’insieme le forme delle poltrone (realizzate in microfibra riciclata) e del tunnel centrale. L’andamento della plancia è invece più simile a quanto attualmente in produzione in casa Nissan.
La vettura è spinta dall’accoppiata fra l’unità endotermica e sovralimentata da 2.5 litri col propulsore elettrico da 25 Kw; un binomio gestito dal cambio automatico a variazione continua che scarica la potenza sulle ruote anteriori. Fra le “chicche” il sistema di recupero dell’energia frenante, lo sterzo elettro-idraulico (in Nissan assicurano che è coinvolgente quanto basta). La vettura non verrà prodotta, perlomeno per il momento. Ma, come già detto, la sua essenza sarà trasferita a tutti i modelli Nissan dei prossimi anni.
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